 | | Palazzetto Eucherio Sanvitale | |
Bell'esempio di architettura emiliano-lombarda di fine Quattrocento - primo Cinquecento, fu edificato prima dell'esistenza del giardino. Si ritiene che un religioso fiorentino, Monsignor Benedetto Accolti, beneficiario della prepositura degli Umiliatidi San Michele in Bosco a Parma, commissionasse l'opera ad un architetto parmense dell'ambito dei da Erba. Rimane comunque difficile individuare con precisione l'autore dell'edificio che in virtù della raffinatezza degli stipiti delle finestre, impreziositi da ricchi bassorilievi adorni di motivi floreali, si é ritenuto possa aver visto l'intervento degli scultori Ferrari d'Agrate. All'epoca l'edificio sorgeva isolato in una più ampia area verde presente entro le mura cittadine. L'edificio presenta una struttura a pianta quadrilatera, movimentata da quattro torri angolari appena avanzate e raccordate, sui lati est ed ovest, da due loggiati con cinque arcate per parte su colonne di ordine tuscanico.
Il fascino di questo piccolo Palazzo risiede nella sua struttura regolare, geometrica, simbolica. L'architettura evoca esempi coevi attribuiti ad Alessio Tramello, con grandi sale centrali e disimpegni laterali, secondo una soluzione ortogonale di grande suggestione. Per quanto essa riprenda motivi di tradizione lombarda, le soluzioni architettoniche, per la singolare regolarità e per la disposizione ortogonale degli ambienti, sembrano anticipare le formule delle ville classiche studiate dal Palladio. La stessa figura del committente presenta il profilo di un erudito umanista, dedito alle letture e ai piaceri della vita in campagna, ritirato in un suo decoroso isolamento al quale doveva essere di conforto la speculazione, lo studio e la ricerca intellettuale condotta con il pensiero rivolto ai classici. Ne sono testimonianza le massime, simili a motti umanistici, che appaiono incise sugli architravi degli ingressi alla Palazzina.
Il duca Ottavio Farnese lo acquistò probabilmente nel settimo decennio del Cinquecento dall'ordine degli Umiliati per annetterlo al grande giardino che andava costruendo. Nel Seicento Ranuccio I ne fece un luogo di meditazione personale, ultimando la decorazione delle stanze interne, tra cui la cappella posta nella torre d'angolo a sud-est. Gli affreschi, risalenti sia al XVI che al XVII secolo, sono ancora visibili nelle quattro stanze laterali e, appunto, nella cappella. Nella stanza a sud-ovest, in una lunetta, si ammira una Madonna con Bambino attribuita al Parmigianino. Nel recente restauro si è compiuto un adeguamento statico, la messa a norma degli impianti e un consolidamento della facciata. Sono stati anche recuperati e restaurati gli affreschi delle logge e del salone centrale. L'apparato decorativo delle altre sale interne e della cappellina era stato restaurato in un precedente intervento del Comune di Parma. Al suo interno è installato un plastico ricostruttivo del Giardino ai tempi del suo massimo splendore.
Palazzetto Eucherio Sanvitale Parco Ducale tel. 0521207447
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