Donatella Bisutti Giovedì 21 giugno ore 11.30 Portici del GranoPoetessa, narratrice, saggista, ha pubblicato le raccolte di poesia
Inganno Ottico (Guanda 1985 premio Montale per l’Inedito, tradotto da Bernard Noël in Francia con il titolo Le Leurre Optique ed. Unes1989),
Penetrali (Boetti & C. 1989)
Violenza (Dialogolibri 1999 )
La notte nel suo chiuso sangue (Editions Unes 2000 )
Piccolo Bestiario Fantastico (Viennepierre edizioni 2002 ).
La Vibracion de las Cosas ( SIAL, Madrid 2002 ),
Colui che viene, (Interlinea 2005 premio Camposampiero e premio della Giuria dei Lettori Davide Turoldo, tradotto in Belgio con il titolo Hij Die Komt , con il patrocinio della Commissione Europea),
The Game (Gradiva, New York 2007),
Rosa Alchemica (Crocetti editore 2011). Ha pubblicato da Feltrinelli per i ragazzi
L’albero delle Parole e Le Parole Magiche, il saggio
La Poesia salva la vita già edito da Mondadori è ora nei tascabili Feltrinelli. In settembre uscirà sempre per Feltrinelli Kids il volume
La poesia è un orecchio. Presso Bompiani è uscito nel 1997 il romanzo
Voglio avere gli occhi azzurri, di cui era stata pubblicata un’anticipazione nella rivista di Raffale Crovi
Il Bel Paese con un saggio di Giuseppe Pontiggia. Ha curato l’edizione postuma delle poesie di Fernanda Romagnoli
Il tredicesimo invitato e altre poesie (Scheiwiller) e traduzioni in volume di Edmond Jabès (
La memoria e la mano, Mondadori Lo Specchio 1992) e di Bernard Noël (
La caduta dei tempi, Guanda 1997 e
Estratti del corpo, Mondadori Lo Specchio 2001). Ha svolto in questi anni un’intensa attività culturale in Italia e all’estero prendendo parte a manifestazioni e festival internazionali e un’attività didattica con corsi di scrittura creativa e workshop di poesia nelle scuole. Dal 2007 dirige la rivista transdisciplinare
Poesia e Spiritualità da lei fondata. Cura la rubrica
La Poesia Italiana all’estero sulla rivista Poesia. Nel dicembre 2011 le è stato conferito il Premio Città di Ispica per la Poesia e la Cultura. Nel marzo 2012 ha organizzato l’evento internazionale “La notte dei poeti” a Madeira (Portogallo).
Giovanna Bozzolo Giovedì 21 giugno ore 18.30 Casa della Musica- Cortile d’OnoreNasce a Milano, dove studia teatro alla Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” e consegue la laurea in Architettura al Politecnico.
Nel 1985 debutta nell’
Orestea di Eschilo con Franco Parenti. Come attrice lavora successivamente con Daniele Abbado, Gianfranco De Bosio, Walter Le Moli, Massimo Navone, Andrée Shammah, Cristina Pezzoli, Carlo Quartucci, Maurizio Scaparro, Bob Wilson. L’esperienza con Bob Wilson, con cui lavora ne
La donna del mare di Ibsen, apre un territorio di ricerca sul corpo dell’attore che confluisce nell’approfondimento dello studio della parola. Dal 1998 intraprende l’esperienza didattica incentrata sul Mito e la Tragedia Greca in collaborazione con Dario Del Corno e realizza nel 2001 un ciclo di racconti a puntate sull’
Odissea con Eva Cantarella. Contemporaneamente avvia una ricerca sulla pedagogia per giovani attori alla Scuola “Paolo Grassi” di Milano. Nel 2003 realizza con Daniele Abbado
4.48 Psychosis di Sarah Kane e nel 2004
Grido alto levi la casa, elaborazione drammaturgica dalle Trachinie di Sofocle. Dall’incontro con D. Walcott nasce il progetto
The Odyssey, spettacolo musicale e multi-linguistico con attori italiani, caraibici e spagnoli.
Per il cinema, con la regia di Roberto Faenza, partecipa a
Alla luce del sole e a
I Viceré. Nel 2006 prende parte al concerto
Alma Rosè per la regia di M. Bianchi al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e successivamente al melologo
Medea per voce recitante e orchestra di J. Benda; nel 2010 all’
Orlando Furioso con la regia di Francesco Micheli e nel 2011 a
Lo Stesso Mare di F. Vacchi da Amos Oz, direttore A. Veronesi, al Teatro Pertuzzelli di Bari.
Ha partecipato al Festival di Poesia di Parma nel 2004 e è salita più volte sul palco di Teatro Due: nel 1988 in Tartufo di Moliere, nel 1988 in Quando incomincia lo spettacolo, entrambi per la regia W. Le Moli, nel 1990 nel Progetto Ritsos, per la regia di M. Navone, nel 1992 in
Creatura di sabbia di T.B. Jelloun, per la regia D. Abbado, nel 1993 ne
La tragedia spagnola di T. Kyd, per la regia C. Pezzoli, spettacoli inseriti nella programmazione di Teatro Festival Parma, nel
2001 in Storie dall’Odissea: un racconto teatrale in sei puntate con E. Cantarella.
Carol Ann Duffy Giovedì 21 giugno ore 18.30 Casa della Musica – Cortile d’OnoreNasce a Glasgow nel 1955. E’ poetessa, editrice della rivista poetica
Ambit, critica letteraria e giornalista. Si trasferisce da Londra a Manchester nel 1996, dove diventa lettore di Poesia alla Manchester Metropolitan University. Nel 1999 la Robert W.Woodruff Library della Emory University acquista le sue poesie e nell’ottobre 2000 la National Endowment for Science, Technology and the Arts la premia con una borsa di studio per 5 anni.
Le sue raccolte di poesie per adulti sono
Standing Female Nude (1985), vincitore di un premio del Consiglio delle Arti Scozzese;
Selling Manhattan (1987) vincitore del Sommerset Maugham Award;
The Other Country (1990);
Mean Time (1993), vincitore del Whitbread Poetry Award e del Forward Poetry Prize (miglior raccolta di poesie dell’anno);
The World’s Wife (1999);
Feminine Gospels (2002), una celebrazione della condizione femminile; e
Rapture (2005), vincitore del T.S Eliot Prize 2005. Le sue poesie per bambini sono invece raccolte in
New & Collected Pomes for Children (2009). Carol Ann Duffy scrive anche libri illustrati per l’infanzia, tra cui
Underwater Farmyard (2002);
Doris the Giant (2004);
Moon Zoo (2005);
The Tear Thief (2007); e
The Princess’s Blankets (2009). Le antologie edite da Carol Ann Duffy sono
Out of Fashion (2004), nella quale crea un dialogo tra poeti classici e contemporanei a proposito di moda e poesia;
Answering Back (2007); e
To The Moon: An Anthology of Lunar Poems (2009). Carol Ann Duffy è anche drammaturga, alcune sue opere sono state rappresentate alla Liverpool Playhouse e all’Almeida Theatre di Londra. Tra le sue opere teatrali:
Take my Husband (1982),
Cavern of Dreams (1984),
Little Women,
Big Boys (1986) e il radiodramma
Loss (1986). Nel 1982 riceve un Eric Gregory Award e nel 1992 un Cholmondeley Award da parte della Società degli Autori, un Dylan Thomas Award dalla Società dei Poeti nel 1989 e un Lannan Literary Award da parte della Lannan Foundation nel 1995. Nel 1995 diviene Ufficiale del più importante Ordine dell’Impero Britannico, nel 2001 Comandante dell’Ordine dell’Impero Britannico per diventare poi Membro della Royal Society of Literature. Carol Ann Duffy vive a Manchester ed è Direttore Creativo del Dipartimento di Scrittura della Manchester Metropolitan University. Nel 2009 merita il titolo di Poeta Laureato. La sua raccolta di poesie più recente si intitola
The Bees (2011) e si è meritata il Costa Poetry Award nel 2011 e il T.S. Eliot Prize.
Paolo Fabbri Venerdì 22 giugno ore 18.30 Casa della Musica – Sala ConcertiÈ professore ordinario di Storia della Musica Moderna e Contemporanea all’Università di Ferrara. Dal 1997 è direttore della Fondazione Donizetti di Bergamo, e presidente dell’Edizione Nazionale delle Opere di Gaetano Donizetti. Per la casa editrice LIM (Libreria Musicale Italiana) di Lucca dirige la collana “ConNotazioni”. Nel 2003 ha fondato il periodico «Musicalia. Annuario internazionale di studi musicologici», di cui è attualmente direttore. Responsabile del settore musicale dell’Istituto di Studi Rinascimentali di Ferrara, è membro dei comitati scientifici delle riviste «Il Saggiatore musicale» e «Studi musicali». Fa parte anche dei comitati scientifici per le Edizioni Nazionali delle opere di Andrea Gabrieli, di Vincenzo Bellini, e di Giovan Battista Pergolesi, nonché delle collane
Works of Gioachino Rossini e
Opera.
Spektrum des europäischen Musiktheaters, entrambe pubblicate a Kassel da Bärenreiter. Nel 1989 gli è stata conferita la Dent Medal, l’annuale premio musicologico internazionale della Royal Musical Association. Già visiting professor alla University of Chicago (1992), nel 2001 è stato nominato socio onorario dell’American Musicological Society. Oltre a numerosi articoli apparsi su periodici specializzati italiani e stranieri quali «Studi musicali», «Rivista italiana di musicologia», «Chigiana», «Quadrivium», «Acta musicologica», «Music and Letters», «Analecta musicologica», «Cambridge Opera Journal», ha pubblicato fra l’altro i volumi:
Monteverdi, Torino, EDT 1985 (tradotto anche in spagnolo [Madrid, Turner] e in inglese [Cambridge, Cambridge University Press]);
Il secolo cantante. Storia del libretto d’opera nel Seicento, Bologna, Il Mulino 1990 e
Roma, Bulzoni 2003;
Metro e canto nell’opera italiana, Torino, EdT 2007. Ha curato i volumi
Il madrigale tra Cinque e Seicento (Bologna, Il Mulino 1988),
Libretti d’opera italiani (insieme con Giovanna Gronda: Milano, Mondadori 1997),
Rossini nelle raccolte Piancastelli di Forlì (Lucca, LIM 2001),
I teatri di Ferrara (Lucca, LIM 2002),
Musica e società (Milano, McGraw-Hill 2012) e l’edizione critica di: GIOACHINO ROSSINI,
Sinfonie giovanili (Pesaro, Fondazione Rossini 1998) e LUCA MARENZIO,
Il nono libro di madrigali a cinque voci (Milano, Suvini Zerboni 2000).
Antonis Fostieris Venerdì 22 giugno ore 21.30 Piazzale San FrancescoNato ad Atene nel 1953. Ha studiato Legge ad Atene e alla Sorbona di Parigi. Dal 1981 Nel 1971 ha pubblicato la sua prima raccolta poetica,
Il lungo viaggio. Negli anni successivi sono usciti
I luoghi dell’interiorità o le Venti (1973),
Amore oscuro (1977),
Il diavolo ha cantato a tempo (1981),
Il tha e il na di Thanatos (1987),
Il pensiero si addice al lutto (1996) e Prezioso oblio (2003), che ha ottenuto il Premio Nazionale di Poesia nel 2004. Dal 1975 al 1981 è stato direttore dell’annuario “Pìisis”. Nel 1981 ha fondato, con Thanasis Niarchos, la rivista letteraria “I léxi”, che da allora dirige. Ha tradotto Henry Miller, Boris Vian, Max Jacob, Paul Eluard. Leggendo le raccolte di Fostieris colpiscono da un lato la ricchezza di un pensiero che diventa verso nel modo più naturale, dall’altro la trama sottile di riferimenti culturali che si addensano soprattutto intorno ai filosofi presocratici, come Empedocle ed Eraclito, i filosofi dell’essere e del tempo. Affascinano Fostieris, in particolare, il rapporto dell’essere con la morte e con la lingua, attraverso cui passa sempre il confronto degli uomini con il mondo che li circonda.
Paola Gassman Mercoledì 20 giugno ore 21.30 Cattedrale E’ più o meno dal 1968, anno in cui mi sono diplomata all’Accademia d’arte drammatica “Silvio D’Amico”, che mi dedico quasi esclusivamente al teatro, ad eccezione di alcune sporadiche, ma significative apparizioni televisive, che specie nel passato mi hanno vista presente in commedie e sceneggiati di successo.
Numerosi sono quindi gli spettacoli teatrali a cui ho preso parte, mi limiterò a citarne alcuni fra i più significativi. Dell’inizio della mia carriera, oltre allo spettacolo “Un debito pagato” di Osborne, prodotto dallo stabile dell’Aquila, che ha rappresentato il mio debutto, vorrei ricordare i tre anni trascorsi nella compagnia “Teatro Libero”, diretta da Luca Ronconi, che produsse il famosissimo spettacolo “Orlando Furioso”, grazie al quale fummo presenti in moltissime nazioni europee e che approdò anche negli Stati Uniti, culminando poi in un’importante trasposizione televisiva a puntate.
Altri spettacoli della stessa produzione: “La Tragedia del vendicatore”, sempre per la regia di Ronconi e “La cucina” di Wesker, diretta da Lina Wertmüller.
Feci poi parte della compagnia Brignone-Pagliai con gli spettacoli: “Spettri” di Ibsen e “Processo di famiglia” di Diego Fabbri. Sempre negli anni ’70, ho partecipato ad alcuni spettacoli diretti da mio padre, Vittorio Gassman, fra cui “Cesare o nessuno” e “Fa male il teatro”. E’ comunque dal 1980 che si è formata la ditta teatrale Pagliai- Gassman, la quale da quell’anno in poi, ha messo in scena quasi ogni stagione uno spettacolo nuovo, affermandosi con notevole successo sia nel genere drammatico che in quello comico e brillante. Dei tanti spettacoli messi in scena, mi piace ricordare il lungo periodo dedicato a Pirandello: “Liolà”, “Il piacere dell’onestà”, “L’uomo, la bestia, la virtù”, “Ma non è una cosa seria”, “Il giuoco delle parti”, “La ragione degli altri”, ma anche“Il bugiardo” di Goldoni, “Il gatto in tasca” di Feydeau, “Scene da un matrimonio”(due atti unici di Svevo), “Il sogno di una notte di mezza estate” e “Il mercante di Venezia” di Shakespeare, e ancora “Una donna di casa” di Brancati,
“Spirito allegro”di Coward, “Vita col padre” di Crouse, “Giù dal monte Morgan”di Miller, fino a “Bugie sincere” diretto e scritto appositamente per la ditta da mio padre. Vorrei citare anche fra i molti spettacoli estivi alcune esperienze particolarmente amate: “Giobbe” scritto in giovane età dal pontefice Wojtyla, messo in scena due volte, la prima a San Miniato per la regia di Zanussi e la seconda in una rassegna ligure per la regia dello stesso interprete Pagliai; e ancora “Ifigenia in Aulide”, in collaborazione con la scuola calabrese di Palmi, oltre a “Medea” e “Ecuba” di Euripide. Accanto a questa lunga esperienza di teatro privato, qui brevemente limitata ai titoli più significativi, posso inoltre annoverare esperienze importanti con molti teatri stabili come quello dell’Aquila, quello di Calabria in due diverse circostanze e direzioni, quello di Trieste, fino alle più recenti collaborazioni con il teatro Veneto, lo stabile di Genova e il teatro stabile privato di Verona, enti con i quali nell’arco di questi ultimi cinque anni sono stata impegnata in spettacoli come: “Viaggio a Venezia”, “La Bottega del caffè”, “Trionfo dell’amore”, “Ur Faust”, “Sette piani”, “Francesco e il suo Re”,“Sette piani” ed “Enrico IV”. Ho anche all’attivo un repertorio di commedie contemporanee come “L’appartamento è occupato” e “Divorzio con sorpresa”, ancora presenti sui palcoscenici d’Italia, dopo aver raggiunto il successo al teatro Manzoni di Roma.
Grazie dunque ai tanti lavori fatti ho avuto modo di incontrarmi con molti e bravi registi come: Ronconi, Gassman, Squarzina, Castri, Bolognini, Sciaccaluga, Piccardi, Maccarinelli, Però, La Manna, De Fusco, Liberovici, Panici, Valerio e molti altri ……
Di recente ho pubblicato inoltre con la casa editrice Marsilio un libro da me scritto, arrivato già alla sua seconda edizione e intitolato: ”Una grande Famiglia dietro le spalle”. Cito questo libro perché, aldilà della sua validità o meno, esso testimonia largamente la mia grande familiarità ed esperienza nei confronti del Teatro, permettetemi di aggiungere del grande Teatro, non tanto per i miei meriti personali, che comunque hanno fatto di me un’attrice stimata e amata dal pubblico e dalla critica, ma soprattutto per tutti quegli straordinari personaggi che ho avuto il privilegio di avere appunto dietro le spalle (bisnonni, nonni, zii, padre, madre che hanno i nomi di Zacconi, Renzo Ricci, Margherita Bagni, Eva Magni, Nora Ricci, Vittorio Gassman). Da loro e da tutti quelli che grazie a loro ho conosciuto e amato, credo di aver imparato molto e forse posso, senza falsa modestia, affermare di essere se non altro in grado di distinguere il Teatro autentico dalle sue, ahimè, troppo frequenti contraffazioni.
Erich Oskar Huetter (violoncello)
Mercoledì 20 giugno ore 21.30 Cattedrale
Nato nel 1973, Erich Oskar Huetter inizia i suoi studi con Hildgund Posch presso l’Università della Musica di Graz, per poi proseguirli con Reinhard Latzko all’Accademia di Musica di Basilea, dove, nel 1999, ottiene il diploma come concertista solista e insegnante, entrambi con il massimo dei voti.
Continua la sua formazione con violoncellisti di altissimo livello, come Janos Starker all’Università dell’Indiana e Ralph Kirshbaum al Royal Northern College di Musica a Manchester, nonché con il grande Mischa Maisky all’Accademia Chigiana di Siena.
Già in questi anni di studio, ottiene numerosi premi a concorsi internazionali di musica. Ha suonato come solista sotto la guida dei più importanti direttori d’orchestra del mondo, tra i quali Daniel Barenboim.
E sempre nella veste di solista, ha calcato i palchi delle più prestigiose sale da concerto, tra le quali Musikverein e Konzerthaus (Vienna), Mozarteum (Salisburgo), Brucknerhaus (Linz), Beethoven-Haus (Bonn), Royal Castle (Varsavia), Lisinski Hall (Zagabria), Kennedy Center e la Library of Congress (Washington), UN-Headquarter e Austrian Culture Forum (New York City), Vaticano (Roma), Imola (Emilia Romagna Festival), Jin Mao Concert Hall e Shanghai Conservatory (Shanghai), Sonoro Festival di Bucarest, Stefaniensaal (Graz), Jerusalem Music Center, Philharmonie (Berlino), Glocke (Brema), Philharmony di Valencia, National Conservatory di Singapore.
Tiene numerosi corsi e master class in varie università e istituzioni musicali internazionali, tra le quali la Internazional Summer Academy Stift Admont.
È membro dell’
Hyperion Ensemble, sestetto d’archi, e del
TrioVanBeethoven Vienna. Nei suoi recital, è solito suonare accompagnato dal pianista Paul Gulda.
È fondatore e direttore artistico del rinomato "Styrian Chamber Music Festival" e del "Sounding Jerusalem“, un festival internazionale di musica da camera che si tiene nella Città Vecchia di Gerusalemme e che rappresenta un momento di incontro interculturale tra giovani musicisti provenienti dalla Palestina, da Israele e da tutta Europa.
Andrea Inglese Venerdì 22 giugno ore 17.00 Casa della Musica – AuditoriumNato nel 1967 vive a Parigi. Ha pubblicato un saggio di teoria del romanzo
L’eroe segreto. Il personaggio nella modernità dalla confessione al solipsismo (2003), i libri di poesia
Prove d’inconsistenza, in
VI Quaderno italiano (Marcos y Marcos, 1998),
Inventari (Zona 2001),
Colonne d’aveugles (Le Clou Dans Le Fer, 2007),
La distrazione (Luca Sossella, 2008; premio Montano 2009),
le raccolte di prose Prati / Pelouses (La Camera Verde, 2007) in parte confluite nel volume collettivo
Prosa in prosa (Le Lettere, 2009),
Quando Kubrick inventò la fantascienza. 4 capricci su 2001 (La Camera Verde, 2011) e
Commiato da Andromeda (Valigie Rosse, 2011; premio Ciampi). La raccolta di saggi
La confusione è ancella della menzogna è apparsa nel 2012 presso l’editore digitale Quintadicopertina. È uno dei fondatori del blog letterario
Nazioneindiana ed è redattore di GAMMM. È nel comitato di redazione di “alfabeta2”.
Clara Janés Sabato 23 giugno ore 21.30 Piazzale San FrancescoNata a Barcellona nel 1940, figlia del poeta Josep Janés. Ha studiato Filosofia e Letteratura all’Università di Barcellona e Pamplona e successivamente Letteratura Comparata e Ceco alla Sorbona di Parigi. Vive da sempre a Madrid.
Pur essendo molto conosciuta come poetessa, la sua notevole produzione letteraria include racconti, biografie, saggi, autobiografie, racconti di viaggio e traduzioni. Quest’ultimo aspetto ha grande rilievo nella sua opera letteraria: negli anni si è dedicata in particolare alla poesia Ceca (tra tutti si ricorda la sua traduzione dell’opera di Vladimír Holan e Jaroslav Seifert), ma ha tradotto numerosi autori anche dal francese (Marguerite Duras, Nathalie Sarraute) e dall’inglese (Katherine Mansfield, William Golding). Recentemente i suoi interessi si sono rivolti alla poesia persiana, turca e cinese, muovendosi poi verso lo studio delle religioni antiche.
Clara Janés è attiva anche come editrice ed ha pubblicato diversi autori spagnoli; nel 2001 in particolare ha pubblicato una versione spagnola del volume di poesia di
Johannes Bobrowski, con la traduzione di sua figlia Adriana. Clara Janés ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti per la sua poesia e per la sua prosa, nonché per la sua opera di traduzione: nel 1992 ha vinto il Turkish Tutav Foundation Prize; nel 1997 il Premio Nacional a la obra de un traductor; nel 2000 ha ottenuto il First Category Medal dalla repubblica Ceca; nel 1998 ha vinto il Premio Internacional de Poesía Ciudad de Melilla; nel 2002 ha ottenuto il Premio Jaime Gil de Biedma. I suoi lavori sono stati tradotti in quasi 20 lingue, incluso, arabo, persiano e islandese. Clara Janés fa parte dell’avanguardia della letteratura femminista spagnola che ha guadagnato rilevanza a partire dagli anni ’80 e si è riuscita a guadagnare un posto in una società, quella spagnola, particolarmente maschilista e cattolica.
Le sue poesie riflettono costantemente l’attenzione per la dualità del suo ruolo di donna e poetessa e fin dai suoi primi componimenti ('Las estrellas vencidas', 1964) il filone di indagine della femminilità e dell’intimità è stato molto rilevante nella sua scrittura. La raccolta 'Kampa' (1986, scritta negli anni ‘70) è considerata uno dei nodi cruciali della letteratura erotica femminile. Tale indagine prosegue in 'Eros' (1981) e 'Vivir' (1983), in un modo talmente esplicito e con un desiderio espresso così potentemente da indurre Rosa Chacel a definre la Janés una dei più grandi poeti d’amore della letteratura spagnola contemporanea. Nei suoi testi piu recenti la Janés esamina nuove varianti della relazione tra il femminile, il corpo, la sensualità e l’erotismo – ad esempio attraverso la connessione tra Eros e morte in 'Arcángel de sombra' (1998). Tra i suoi libri di poesia ricordiamo anche: Las estrellas vencidas (Madrid 1964), Límite humano (Madrid 1973), En busca de Cordelia y poemas rumanos (Salamanca 1973), Libro de alienaciones (Madrid 1980), Fósiles (Barcelona 1987), Lapidario (Madrid 1988), Creciente fertíl (Madrid 1989), Ver el fuego (Madrid 1993), Rosa rubea (a cura di Mariarosa Scaramuzza, Roma 1995), Diván del ópalo de fuego (o la legenda de Layla y Machnún) (Murcia 1996), Rosas de fuego (Madrid 1996), La indetenible quietud (con incisioni di Eduardo Chillida; Barcelona 1998), El libro de los pájaros (Valencia 1999), In un punto di quiete (Fractales) (a cura di Mariarosa Scaramuzza e Stefano Raimondi, traduzione italiana di Cesare Greppi e Annelisa Addolorato, Milano 2000, in corso di pubblicazione in Spagna), La linea discontinua (traduzione italiana di Emilio Coco, Bari 2002), Paralajes (Barcelona 2002), Los secretos del bosque (Madrid 2002).
Lucio Mariani Mercoledì 20 giugno ore 11.30 Portici del Grano
Poeta e saggista, è nato a Roma, dove vive. La sua opera in poesia è stata pubblicata nei volumi Indagine di possibilità (Roma 1972), Antropino (Cittadella di Padova 1974), Ombudsman ed altro (Milano 1976), Panni e bandiere (Roma 1980), Bestie segrete (Milano 1987), Dispersi gli alleati (Milano 1990), Pandemia (Roma 1990, sotto l’eteronimo di Astro Falisco), Il Torto della preda (Milano 1995), Kata tà physiká (Roma 1997), Qualche notizia del tempo (Milano 2001), Profondo amar profano (Lecce 2004), Il sandalo di Empedocle (Milano 2005), Parola estrema (Milano 2007), Farfalla e segno (Milano 2010).
Sue sillogi antologiche sono state pubblicate negli USA -
Echoes of Memory (Wesleyan University Press, U.S.A. 2003), in Francia -
Connaissance du Temps (Gallimard 2005) in Spagna -
Búsqueda de la Sombra (Huerga & Fierro 2008), in Germania -
Der Neid der Götter (Narr 2011) e in Grecia -
Phthónos theón (Kastaniotis 2012). E’ in uscita per questo anno in Francia la raccolta -
Restes du jour (Cheyne éditeur).
Ha tradotto i
Carmi Priapei (Firenze 1992, Milano 1993), liriche e scritti di César Vallejo, Tristan Corbière, Yves Bonnefoy, Rosanna Warren, J.B. Para e Dana Gioia.
La critica nazionale e internazionale si è largamente interessata alla sua poetica, come testimoniano le recensioni e i volumi
Lucio Mariani, poeta europeo (2001 Bibliotheca) a cura dell’Università di Roma Tre,
Into the heart of the European poetry (John Taylor, USA 2008) e
Twentieth- century Italian poetry: an Anthology (Geoffrey Brock 2012). Sotto il titolo
In bassa sapienza (Roma) ha pubblicato nel ‘91 una raccolta di saggi e aforismi, nel ’93 l’operetta teatrale
Trono del buio (Milano) e nel ’99 quattro racconti nel volume
La notte di Misso Flegià (Roma).
Nel 2003 gli è stato conferito il Premio Internazionale Tarquinia-Cardarelli per la poesia (III edizione) e nel 2006 il premio E. MONTALE “Fuori di casa” (VII edizione).
Guido Mazzoni Venerdì 22 giugno ore 17.00 Casa della Musica – AuditoriumNato nel 1967. Ha pubblicato i libri di poesia
La scomparsa del respiro dopo la caduta (in
Poesia contemporanea. Terzo quaderno italiano, Guerini 1992) e I mondi (Donzelli, 2010), e i saggi
Forma e solitudine (Marcos y Marcos, 2002),
Sulla poesia moderna (Il Mulino, 2005) e
Teoria del romanzo (Il Mulino, 2011). E’ tra i fondatori del sito letterario “Le parole e le cose” (www.leparoleelecose.it). Insegna all’Università di Siena.
Evelina Meghnagi Mercoledì 20 giugno ore18.00 Casa della Musica – Cortile d'onore d’onore
Nasce a Tripoli. Cantante e attrice, studia canto classico con la Maestra Giannella Borelli e canto etnico con Giovanna Marini, con cui tuttora collabora. Coniugando spesso recitazione e canto lavora, in teatro, con Ronconi, De Simone, Scaparro, Bolognini, De Capitani, Frattaroli, Besson, nel cinema con Michalkof, Lizzani, Sturridge, Cavani, Benvenuti, Tavernier. Ha interpretato composizioni di autori contemporanei in alcuni casi scritte appositamente per lei, sia per spettacoli ( V. Pradal per “Figlie di Ismaele” di Assia Djebar, M. Nunzi per “Antigone” di Anhouil, F. Razzi per “Mexico-city” da Sanguineti, G. Marini per “Il regalo dell’imperatore”) che per registrazioni (L. Cinque, E. Colombo, A. Annecchino, P.Vivaldi). Filo rosso della sua attività musicale è la passione per la musica ebraica. Sefardita, di origine spagnola, nata in Libia, cresciuta in Italia, focalizza il proprio interesse sulla musica del Mediterraneo e diventa una delle interpreti più accreditate e di riconosciuto talento delle melodie della tradizione ebraica sefardita e yemenita. Con i concerti: “Yovel”, “Di voce in voce” , “Ashira”, ‘Hayam shar – il mare canta’ ha contribuito a far conoscere questo repertorio al pubblico di alcuni prestigiosi teatri d’Italia (Teatro Paisiello di Lecce; Teatro Fraschini di Pavia; Teatro Verdi di Pisa; Teatro Argentina di Roma; Teatro Modena di Genova) e del mondo (Parigi, Amburgo, Basilea, Praga, Berlino, New York) oltreché al pubblico di festival e rassegne teatrali e musicali, come l’ Art Summit Indonesia di Giacarta.
Collabora e sperimenta incontri e intese con musicisti di altre provenienze sia musicali che di ambito religioso (Jivan Gasparjan, Jamal Ouassini, Massimo Coen, tra gli altri).
Con l’Ensemble dell’Orchestra araba-andalusa di Tangeri, e Katia Ricciarelli, è stata protagonista delle manifestazioni “Sicilia per il Giubileo” con “Il canto nel monoteismo” Ha composto melodie per alcuni spettacoli teatrali e ne ha curato la parte musicale ( ‘Medea’ per la regia di Luca Ronconi, ‘La ragazza che non sapeva inginocchiarsi’ dai Diari di Etty Hillesum, regia di Pia Di Bitonto, ‘Memorie di Adriano’, insieme a Domenico Ascione - regia M. Scaparro, ‘Salonicco ‘43” regia di Ferdinando Ceriani e di alcuni film (‘L’aviatore’, di C. Carlei) e sceneggiati televisivi.E’ stata membro della giuria a Biarritz per il festival delle produzioni televisive (FIPA). Collabora con Luigi Cinque, compositore, strumentista, ideatore di manifestazioni internazionali con musicisti di diverse provenienze (Armenia, Marocco, Israele, India, Francia).“Di Voce in Voce - Sephardic and Yemenite lines”, è il titolo del CD pubblicato per la MRF Records. Ha partecipato ai cd ‘Tangerine cafè’ e ‘Sacra konzert’ di Luigi Cinque, Tempiduri’ di Eugenio Colombo, ed altri. Tra gli impegni recenti, oltre alla consueta attività di concerti in diverse città d’Italia (Genova, Palazzo Ducale, Pisa, Palazzo Blu e Teatro Verdi, Roma, Piazza in Piscinula, ecc.) e di cui i prossimi a Roma, Ferrara, New York, Vibo Valentia, ha preso parte al film di Bertrand Tavernier ‘La princesse de Montpensier’ interpretando il ruolo di Caterina de’ Medici.
Giuseppe Nava Sabato 23 giugno ore 16.30 Casa della Musica – Sala ConcertiNato a Milano nel 1937. Insegna letteratura italiana all'Università di Siena. Ha dedicato gran parte dei suoi studi all'opera di Giovanni Pascoli, curando l'edizione critica di
Myricae (Sansoni, Firenze 1974) e il relativo commento (Salerno, Roma 1978 e 1991); e il commento dei
Canti di Castelvecchio (Bur, Milano 1983). Ha scritto inoltre parecchi saggi sulla letteratura italiana dell'Ottocento e del Novecento, da Manzoni a De Marchi, da Elsa Morante ad Anna Banti, da Vittorini a Calvino e Fortini. Dirige il Centro studi Franco Fortini dell'Università di Siena e la sua rivista «L'ospite ingrato». Per Einaudi ha curato l'edizione critica dei
Poemi conviviali di Giovanni Pascoli («Nuova raccolta di classici italiani annotati», 2008).
Moni Ovadia Venerdì 22 giugno ore 21.30 Piazzale San FrancescoNasce a Plovdiv in Bulgaria nel 1946, da una famiglia ebraico-sefardita. Dopo gli studi universitari e una laurea in scienze politiche, ha dato avvio alla sua carriera d'artista come ricercatore, cantante e interprete di musica etnica e popolare di vari paesi. Nel 1984 comincia il suo percorso di avvicinamento al teatro, prima in collaborazione con artisti della scena internazionale, come Bolek Polivka, Tadeusz Kantor, Franco Parenti, e poi proponendo se stesso come ideatore, regista, attore e capocomico di un "teatro musicale" assolutamente peculiare, in cui le precedenti esperienze si innestano alla sua vena di straordinario intrattenitore, oratore e umorista. Filo conduttore dei suoi spettacoli e della sua vastissima produzione discografica e libraria è la tradizione composita e sfaccettata, il "vagabondaggio culturale e reale" proprio del popolo ebraico, di cui egli si sente figlio e rappresentante.
Nel luglio '95 gli viene conferito dal sindaco di Firenze il "Sigillo per la pace". Per il teatro invece ottiene il “Premio Speciale UBU” 1996 per la sperimentazioni su teatro e musica e nel 2008, il “Premio Franco Enriquez” per l'impegno civile, il "Premio Govi" dalla città di Genova, nel 2009 dal Presidente della Repubblica Italiana il "Premio De Sica" per il teatro e nel 2010 il prestigioso “Premio Musatti” dalla Società Psicoanalitica Italiana. Fra gli altri riconoscimenti, nel 2000 ha ricevuto il “Premio Amelia”, nel 2002 il “Premio Palmi” e nel 2003 il “Premio Govi”; nel 2009 il "Premio Internazionale Golfo del Tigullio per lo spettacolo". Nell'autunno del 2005 gli è stata conferita la laurea honoris causa in Lettere-Filosofia dall'Università di Pavia, e nel 2007 in Scienza della Comunicazione dall'Università per Stranieri di Siena.
E’ stato Direttore Artistico del prestigioso Mittelfest di Cividale del Friuli. E’ anche noto per il suo costante impegno politico e civile; i suoi contributi in questo campo vengono pubblicati su riviste e quotidiani nazionali come il Corriere della Sera, L'Unità, il Secolo
XIX, La Stampa e il Mattino.
Moni Ovadia, oggi è considerato uno dei più prestigiosi e popolari uomini di cultura ed artisti della scena italiana. Il suo teatro musicale, ispirato alla cultura yiddish che ha contribuito a fare conoscere e di cui ha dato una lettura contemporanea, è unico nel suo genere, in Italia ed in Europa.
Ugo Pagliai Mercoledì 20 giugno ore 21.30 Cattedrale
Nato a Pistoia, Ugo Pagliai cominciò a frequentare il teatro da piccolo, seguendo in particolare le programmazioni fiorentine. Già nella sua città natale ebbe modo di avere esperienze come attore, ma in questa direzione si volse decisamente con l’iscrizione all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica (1958). Dopo il diploma, fece parte della compagnia Randone-Fortunato (vestì i panni di primo corifeo in “Antigone”), poi dal 1961 al 1963, si legò alla compagnia “I nuovi”, diretta da Guglielmo Morandi per la tv. In tale contesto, recitò in “Ma non è una cosa seria” (Pirandello), “Il cane dell’ortolano” (Lope De Vega), “Addio giovinezza” (Sandro Camasio e Nino Oxilia ), “Adorabile mascalzone” (Griboedov), “La sciarpa” (sceneggiato) e la serie televisiva dal titolo “Vivere insieme”.
Negli anni 1963 e 1964 fu presso la Stabile di Genova, diretta allora da Luigi Squarzina, partecipando a “Ciascuno a suo modo” (Pirandello) e a “Corte Savella” (Anna Banti). In questo periodo, figurò nel cast de “Il conte di Montecristo”, elaborato per la tv da Edmo Fenoglio. Seguì un anno allo stabile di Roma (ne “I quattro cavalieri” di Biraghi), e, subito dopo, allo stabile dell’Aquila (ne “Il divorzio” di Alfieri, gli atti unici pirandelliani “Cecè” e “La morsa” e “Un debito pagato” di Osborne).
Tornato più assiduamente alla televisione, dopo “I corvi” di Beque (con Renzo Ricci, Paolo Stoppa e Rina Morelli), e una “Maria Stuarda” (con Anna Proclemer), interpreterà nel 1969 la parte di Lawrence d’Arabia ne “L’aviere Ross” di Rattigan, regia di Giuseppe Fina. Fu un grande successo. Seguirono “Prima pagina”, “Un cappello pieno di pioggia”, di M. Gazzo (1969); “Le cinque giornate di Milano” (regia di Leandro Castellani), “Epitaffio per Gorge Dillon” di J. Osborne e “Il segno del comando” di D’Anza, Bollini, Guardamagna (1970), che lo rese famoso e attore di successo; seguirono “Albertina” di V. Bompiani, “Il giudice e il suo boia” di Dùrrenmat (1971, con Paolo Stoppa) e un gruppo di sceneggiati tra i quali: “Dimenticare Lisa” (regia Nocita), “Paura sul mondo” (regia D. Campana), “La baronessa di Carini” (regia di D’Anza), “La dama dei veleni” (regia di Blasi). Dal 1973, tornò ad essere sempre più presente sulla scena. Con Rossella Falk interpreta “Trovarsi” di Pirandello, con la regia di Giorgio De Lullo. Nel 1975-1976, formò una compagnia in cui figuravano anche Lilla Brignone e Paola Gassman e due furono le rappresentazioni di rilievo: “Spettri” di Ibsen e “Processo di famiglia” di Fabbri . Sempre nel 1976, con la regia dell’autore, propose “Anonimo veneziano” di Berto, cui seguì, l’anno dopo, “Don Giovanni torna dalla guerra” di Horvath (regia di Guicciardini). Dal 1979, facendo Compagnia insieme a Paola Gassman, ha affrontato i seguenti testi teatrali: “Il gatto in tasca” di Feydeau (1979, regia Proietti), “Il bugiardo” di Goldoni (1981, regia di Piccardi), “Liolà” di Pirandello (1983, regia N. Mangano); “Il piacere dell’onestà” di Pirandello (1984, regia di M. Castri); “L’uomo, la bestia, la virtù” di Pirandello (1985-86, regia di L. Squarzina). E’ Giobbe nell’omonimo testo di Carol Woityla, messo in scena da Zanussi per la rassegna di S. Miniato; seguirono “Domino” di M. Achard (1987, regia di Squarzina); “Scene di un matrimonio” di Italo Svevo (1988-89); “Il padre” di Strindberg (1989-90, regia di Piccardi); “Ma non è una cosa seria” di Pirandello ( 1990-91, regia di Piccardi), nella stessa stagione teatrale “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare (regia di Bolognini); e poi “Spirito allegro” di Coward e “Ifigenia in Aulide” di Euripide (1991-92); “Giù dal monte Morgan” di A. Miller (1992-93, regia di Sciaccaluga); “Vita col padre” di Crouse (regia di Maccarinelli), “Elena” di Euripide (1993-94); “Harvey” di Mary Chase (1994-96, regia di Maccarinelli); “Bugie sincere” di Vittorio Gassman (1997-98, regia di Vittorio Gassman), “Una donna di casa” di Brancati (1998-99, regia di Piccardi). Nell’estate del 2000: “Giobbe” di Karol Wojtyla come protagonista e regista. Nella stagione 2000-2001, “Il giuoco delle parti” di Pirandello (regia di De Fusco) e per la stessa regia “Viaggio a Venezia” tratto dal romanzo “Andreas e i ricongiunti di Hofmanstal”, a cui seguì, nella stagione 2002-2003, “La bottega del caffè” di Carlo Goldoni e, nel 2003-2004, “Il trionfo dell’amore” di Mariveaux, entrambi diretti da De Fusco. Nel 2005- 2006, per la regia di Andrea Liberovici, “Ur Faust” di Goethe, “Mandragola” di N. Machiavelli, per la regia di Marco Sciaccaluga. Estate 2008, “Re Lear” di Shakespeare, per la regia di Daniele Salvo. Nella stagione 2008-2oo9, “Enrico IV” di Pirandello, regia di Paolo Valerio. Nel 2009, “Aspettando Godot” di Beckett, regia di Marco Sciaccaluga, grazie al quale ha ricevuto il premio "LA MASCHERA PER IL TEATRO " come migliore attore protagonista.
Accanto a questa intensa partecipazione alla vita teatrale, per la quale nel 1988 ha ricevuto il Premio speciale “Flaiano”, Pagliai ha proseguito la sua collaborazione con la tv, prendendo parte a commedie e sceneggiati con ruoli primari (“Amico mio”, o per la tv francese “Arsenio Lupin”) e anche partecipando a famose trasmissioni come “La grande notte” in più di 50 puntate. Per il cinema numerose sono state le partecipazioni: con registi che vanno da Giovanni Fago a Luigi Comencini, con cui ha girato “Dio mio come sono caduta in basso” e “Cuore” per la tv.
Graziano Piazza Sabato 23 giugno ore 21.30 Piazzale San FrancescoAttore e regista prevalentemente teatrale, ha lavorato sempre in ruoli protagonisti o primari con grandi registi della scena nazionale e internazionale come L. Ronconi (Venezia Salva, Infinities, Odissea doppio ritorno), P. Stein (Tito Andronico, Penthesilea, Demoni), B. Besson (Mille franche di ricompensa, Tuttosà e Chebestia), A. Vassiliev (studio sul Gabbiano), F. Tiezzi (Paradiso, Adelchi, Passaggio in India, Romeo e Giulietta, Stesso Mare), M. Castri (Misantropo), C. Lievi (Dreck-Schifo, Caterina di Heilbronn, Alla meta, Principe di Homburg), A. Calenda (Aiace), N. Garella (Innamorati, Esuli, Intrigo e amore, Medea, Arlecchino servitore di due padroni), G. Nanni (Marx a Soho, Dialoghi con Leucò), P. Maccarinelli (Oreste), G. Sepe (Itala film Torino,Santa Giovanna dei macelli, Buon compleanno S. Beckett), G. Mauri (Re Lear), M. Missiroli (Zio Vanja)… poi con giovani registi emergenti del panorama italiano come C. Pezzoli (La tragedia spagnola) , M. Avogadro (Il benessere, La donna del mare), W. Malosti (Macbeth), M. Conti (Sorveglianza stretta) ...alternando spettacoli classici ad una ricerca personale di personaggi che abbiano una forte connotazione contemporanea ,una ricerca che è anche musicale lavorando in diversi melologhi con musicisti del calibro di Michele Campanella, Salvatore Sciarrino, Fabio Vacchi, Giacomo Manzoni. Protagonista delle scene del Teatro antico di Siracusa o di Epidauro in Grecia, ricerca la sua necessità artistica anche in luoghi non prettamente teatrali, come nei Demoni di Peter Stein o in Infinities di Luca Ronconi.
Come regista s’interessa principalmente alla drammaturgia contemporanea, mettendo in scena tra gli altri autori come Jane Cox (“Il desiderio di conoscere”), Copì (“La donna seduta”), e ultimamente “L’Intervista” di Theo Van Gogh con V. Graziosi, tratto dall’omonimo film. Per il Ravenna Festival ha curato la regia di “Gerusalemme perduta” dai testi di P. Rumiz, con musiche di Sasha Karlic.
Per la televisione ha preso parte, come protagonista di puntata, a diverse fiction (Don Matteo, La squadra, Centovetrine, Carabinieri, Un posto al sole, La monaca di Monza, La casa dei papà,..), per il cinema è uno dei protagonisti di ” Valzer” di Salvatore Maira (Festival di Venezia con premio Pasetti e Tokyo), “Sopra e sotto il ponte” di Alberto Bassetti (Festival di Toronto e Nantes), “ La cosa giusta” di Marco Campogiani (Festival di Torino).
Daniele Piccini mercoledì 20 giugno ore 16.30 Palazzo del Governatore–AuditoriumE' nato a Città di Castello (Perugia) il 15 aprile 1972, ed è sempre vissuto a Sansepolcro (Arezzo). Dal 1991 si divide tra la cittadina toscana e Milano, dove tuttora si occupa di critica letteraria, in particolare in chiave filologica di poesia italiana del Trecento e in chiave critica di poesia del novecento; collabora con l'Università Cattolica di Milano e insegna Filologia Italiana presso la Seconda Università degli Studi di Napoli - Facoltà di Lettere e Filosofia. Collabora con l'Università Cattolica di Milano.
Scrive su "Poesia" di Crocetti, "Famiglia Cristiana" e "Avvenire".
Suoi versi sono apparsi in varie riviste e nell’antologia
L’opera comune (1999). Ha pubblicato per le Edizioni Atelier la plaquette intitolata
Il corpo sognato (1997) e per Lietocollelibri la raccolta parziale
Di nascita e di morte (2002).
Terra dei voti (2003) è il suo primo libro organico di poesia, cui è seguito "Canzoniere scritto solo per amore" (2005) e "Altra stagione" (2006). Tra i suoi lavori di critica si ricordano: "La poesia italiana dal 1960 a oggi" (BUR Rizzoli 2005), "Letteratura come desiderio" (Moretti & Vitali 2008), "La Poesia Italiana dal 1960 ad oggi" (BUR-Rizzoli, 2006), "Le Poesie che hanno cambiato il mondo" (2007), "Letteratura come desiderio" (2008). Per la collezione di poesia allegata al "Corriere della Sera" (Un secolo di poesia) ha da poco curato l'antologia di Mario Luzi Mondo in ansia di nascere (2012).
Lamberto Pignotti
Inaugurazione mostra mercoledì 20 giugno ore 17.00 Salone delle ScuderieNasce nel 1926 a Firenze, dove si laurea e risiede fino al 1968, anno in cui si trasferisce a Roma. È uno dei maggiori protagonisti dell’intensa stagione della poesia visiva, il padre pittore lo avvicina alla pittura. Nel 1944, assimilata la lezione delle avanguardie, avvia un percorso di sperimentazioni di arte verbo visiva, che tuttora caratterizza la sua opera. Da metà anni cinquanta alla ricerca poetica affianca l’attività saggistica, rivolta soprattutto al rapporto fra parola e immagine, all’attualità culturale, in particolare dedica significativi interventi all’arte e comunicazione visiva nella società di massa. Come saggista e critico militante collabora regolarmente con articoli e saggi a quotidiani e periodici di interesse nazionale, a programmi della RAI, a varie riviste italiane e straniere. Nei primi anni sessanta teorizza le prime forme di “poesia tecnologica” e “poesia visiva”, di cui cura nel 1965 la prima antologia. Nel 1963 fonda con Eugenio Miccini, Giuseppe Chiari e altri poeti, musicisti e critici il “Gruppo 70”, le cui linee generali erano state anticipate in due importanti convegni svoltisi al Forte di Belvedere, “Arte e Comunicazione” e “Arte e Tecnologia”. Pochi mesi dopo partecipa alla nascita del “Gruppo 63”. Gli anni sessanta sono caratterizzati dalla sperimentazione delle intersezioni tra poesia sperimentale, arte visiva e mass media. La sua opera artistica procede rapportando segni e codici di diversa provenienza: linguistici, visivi, dell’udito, del gusto, dell’olfatto, del tatto, del comportamento, dello spettacolo: da siffatta attività multimediale e sinestetica nascono, tra happening e performance, le “Poesie e no”, le “cine-poesie”, le cassette logo-musicali, i libri oggetto di plastica, le poesie da toccare, da bere, da mangiare, i “chewing poems” e, naturalmente, le “poesie visive” sotto forma di collage o di intervento su foto di cronaca, di moda, di pubblicità.. Della poesia visiva, di cui è considerato, insieme a Eugenio Miccini, il padre, è artefice e lettore, protagonista e interprete. Ha realizzato libri oggetto, e performance. Dal 1971 ha portato avanti, prima come professore alla Facoltà di Architettura di Firenze e poi al DAMS della Facoltà di Lettere di Bologna, dei corsi sugli svariati rapporti fra avanguardie, mass-media e new-media.
Ha pubblicato numerosi libri di poesia, narrazione, saggistica, antologie, e saggi sulla poesia visiva. L’allestimento di svariate mostre personali antologiche o tematiche si affianca all’intensa presenza in rassegne collettive come la Biennale di Venezia, la Quadriennale di Roma, il Festival dell’Avanguardia di New York, la Biennale di San Paolo. Come poeta visivo e lineare è incluso in molte antologie italiane e straniere ed è trattato in vari libri di saggistica e consultazione. Ha collaborato assiduamente a «Paese Sera», «La Nazione», «L’Unità», «Rinascita», a programmi culturali della RAI, oltre che a svariate riviste italiane e straniere. Ha promosso, curato o organizzato mostre di poesia visiva, rassegne d’arte inter-mediale, dibattiti, festival e convegni sulla cultura in atto. Ha partecipato intensamente a convegni, dibattiti, lezioni, conferenze, performance e festival in Italia e all’estero. Negli ultimi anni è stato invitato per incontri, letture e performance in musei, biblioteche e università, da Villa Medici, Accademia di Francia a Roma; all’Accademia di Brera di Milano; al Meeting internazionale di poesia a Roma; al CSAC dell’Università di Parma; alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma; alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze; al MART di Rovereto; all’Università “La Sapienza” di Roma; all’Accademia di Spagna a Roma, alla Scuola Normale Superiore di Pisa. È incluso in enciclopedie artistiche e letterarie e in cataloghi italiani e stranieri; gli sono state dedicate varie tesi di laurea. Sue opere figurano in prestigiose sedi pubbliche e selezionate collezioni private. Ha vinto numerosi premi di poesia: “Premio Città di Firenze”, 1958; “Premio Cino Del Duca”, 1961; “Premio Alte Ceccato”, 1965; “Premio Baretto, Colombiadi, Comune di Genova, 1992; “Premio Corrado Alvaro”, Roma, 2003. Nel 1987 ha vinto il “Premio della Cultura” della Presidenza del Consiglio dei Ministri e nello stesso anno il “Premio Acquasparta”, per la critica d’arte con il libro “Figure Scritture”, pubblicato da Campanotto di Udine nel 1987. Premi alla carriera e riconoscimenti speciali: Premio DAMS, Università di Bologna, 2004; Premio Suzzara, “Nuove sinestesie”, 2008; Premio Figline , “Poesia visiva e intermediale”, 2009; Premio di operosità per scrittori, 2012.
Fabio Pusterla Sabato 23 giugno ore 11.30 Portici del GranoNato nel 1957. Insegna a Lugano (Liceo e Università); vive tra la Svizzera italiana e il Nord Italia. Collabora a numerose riviste letterarie italiane, svizzere e francesi.
È autore delle principali raccolte poetiche:
Concessione all'inverno (Bellinzona, Casagrande, 1985, poi 2001);
Bocksten (Milano, Marcos y Marcos, 1989, poi 2003); L
e cose senza storia (ivi, 1994, poi 2007);
Pietra sangue (ivi, 1999, poi 2011);
Folla sommersa (ivi, 2004),
Corpo Stellare (2010). Nel 2009 ha pubblicato nella collana bianca di Einaudi il volume antologico
Le terre emerse. Poesie 1985-2008 . Le sue opere sono tradotte nelle principali lingue europee.
Attivo anche come saggista e ricercatore, ha pubblicato tra l'altro con Claudia Patocchi il volume
Cultura e linguaggio della Valle Intelvi (1983, poi 2005); e ha curato l'edizione critica delle opere narrative di Vittorio Imbriani (3 voll., Milano, Longanesi/Guanda, 1992-94). Ha raccontato la sua esperienza di insegnante in
Una goccia di splendore. Riflessioni sulla scuola, nonostante tutto (Bellinzona, Casagrande, 2008). Il volume
Il nervo di Arnold. Saggi e note sulla poesia contemporanea (ivi, 2007), raccoglie parte dei suoi interventi critici sulla poesia. Con Elisabetta Motta ha firmato il volume
Colori in fuga (Milano, La Vita Felice, 2011). Di imminente pubblicazione il libro di saggi e prose
Quando Chiasso era in Irlanda (Bellinzona, Casagrande).
Come traduttore si è occupato soprattutto di Philippe Jaccottet, traducendone numerose opere poetiche e in prosa, nonché delle antologie di poesia francese contemporanea
Nel pieno giorno dell'oscurità (Milano, Marcos y Marcos, 2000) e
La poesia romanda (Locarno, Dadò, 2012), e di svariati autori di lingua francese contemporanea.
Tra i principali riconoscimenti, il Premio Montale (1986), il triplice Premio Schiller (1986, 2000, 2011), il Premio Dessì (2009), il Premio Ceppo Pistoia (2011); i Premi Prezzolini (1994), Lionello Fiumi (2007) e Achille Marazza (2008) per la traduzione letteraria; il Premio Gottfried Keller (2007) per l’insieme dell’opera.
Silvio Raffo Sabato 23 giugno ore 16.30 Casa della Musica – Sala ConcertiNato a Roma nel 1947 è un poeta, insegnante e traduttore italiano.
Vive a Varese, dove dirige il centro di cultura creativa "La Piccola Fenice", attivo dal 1986. Traduttore, poeta e narratore, ha collaborato con radio, giornali e televisione svizzeri e italiani. Nel 1997 è stato finalista al Premio Strega con il romanzo "La voce della pietra" (Il Saggiatore, 1996) dal quale è stato tratto il film "Voice from the Stone", con Maggie Gyllenhaal e Mads Mikkelsen, regia di Eric D. Howell, in uscita nel 2012. È considerato fra i massimi esperti in Italia della poetessa americana Emily Dickinson.
Esordisce come poeta negli anni ‘70, con "Invano un segno" (Rebellato, 1976). Agli stessi anni risale l'amicizia con figure di primo piano nel panorama letterario italiano, quali Natalia Ginzburg, Maria Luisa Spaziani e Daria Menicanti, oltre a Margherita Guidacci e Paola Faccioli. L'attività poetica prosegue negli anni ‘80 con la pubblicazione delle raccolte "Lampi della Visione" (Crocetti, 1988) e "L'equilibrio terrestre" (Crocetti, 1991), fino ai più recenti "Maternale" (Nuova Editrice Magenta, 2007) e "Al fantastico abisso" (Nomos, 2011).
Sempre agli anni ‘80 risale l'approdo alla traduzione, con la pubblicazione di un'antologia di Emily Dickinson (Fogola, 1986). La traduzione di Emily Dickinson prosegue con due raccolte uscite presso l'editore milanese Crocetti (1988, 1993) e confluisce nelle 1174 poesie tradotte per il Meridiano Mondadori dedicato alla poetessa statunitense (Milano, 1997). Lo studio della Dickinson porta anche alla pubblicazione di un saggio ("La sposa del terrore") e una biografia ("Io sono nessuno", Le Lettere, 2011). Ad oggi è forse il più prolifico traduttore e studioso di poetesse anglo-americane, fra cui, oltre alla Dickinson, Emily Brontë, Charlotte Brontë, Anne Brontë, Christina Rossetti, Edna St. Vincent Millay, Dorothy Parker, Sara Teasdale, Wendy Cope. Per Mondadori ha riportato alle stampe, dopo anni di silenzio, le poesie di Ada Negri (Mondadori, 2002), e
Sibilla Aleramo (Mondadori, 2004). Nel 2012 ha curato la prima riedizione delle poesie e delle lettere della poetessa torinese Amalia Guglielminetti, a lungo dimenticate.
Nel 2008, insieme a Linda Terziroli, ha ideato e organizzato il Premio Guido Morselli che ogni anno organizza, oltre al premio letterario, giornate di studio dedicate all'autore di Dissipatio H.G. fra Italia e Svizzera. Ha vinto col soggetto teatrale "Pas de deux" il Premio Jean Vigo. E' autore e interprete della piéce teatrale
Io sono nessuno dedicata a Emily Dickinson, spettacolo che porta sulle scene in tutta Italia da vent'anni il giorno della nascita e della morte della poetessa (10 dicembre e 15 maggio). Ultime pubblicazioni“Eros degli inganni” (romanzo, Bietti 2010), “Giallo matrigna” (romanzo, Robin 2011), “Lady medusa - vita poesia e amori di Amalia Guglielminetti” (Bietti 2012).
Ezio Savino Giovedì 21 giugno ore 16.30 Palazzo del Governatore - AuditoriumNato a Milano nel 1949, traduttore e saggista, è docente di materie classiche nei licei e collaboratore dell'Università Cattolica di Milano in qualità di formatore. Ha tradotto gli scritti di Tucidide, tutte le tragedie di Eschilo, il teatro di Sofocle, i testi di Aristofane, alcuni dialoghi di Platone e i versi di Saffo, Alceo, Anacreonte e Archiloco. Ha curato un'antologia di traduzioni dai poeti latini e greci e nei “Meridiani” Mondadori (1990) ha pubblicato in due volumi l'edizione italiana della Letteratura greca della Cambridge University. In campo saggistico si è occupato del “sacro” in Preghiera e Rito nella Grecia Antica (Mondadori 1986). Savino ha inoltre pubblicato per la scuola testi manualistici di lingua greca e commenti ai classici e, in collaborazione con L. Barbero, ha redatto Leggere i Classici Greci, antologia in tre volumi della letteratura greca (Mursia 1993).
Umberto Sereni Sabato 23 giugno ore 16.30 Casa della Musica – Sala ConcertiNato a Barga 1948 è ordinario di Storia Contemporanea all’Università di Udine. Si è occupato dell’influenza di Pascoli sulla generazione artistica del primo Novecento: Nomellini, Magri, Santini, Balduini, Cordati. Ai rapporti tra Pascoli e la Valle del Serchio ha dedicato vari studi, tra cui
Il poeta legislatore (Barga 1995).
Presso Maria Pacini Fazzi Editore ha pubblicato:
Il processo ai sindacalisti parmensi (1978);
La piramide rovesciata (1983);
La strada ferrata per la Garfagnana (1986);
Storia di Rosa (1995);
La città industriosa (1997);
I “Selvaggi” della Lucchesia: Mino Maccari a Barga (2000);
The shelleyan connection: D’Annunzio in Versilia (2003);
The enchanted land. Lights and colours in the Puccini’s landscape (2004);
Giovanni Pascoli nella Valle del Bello e del Buono (2004).
Maria Luisa Spaziani
Sabato 23 giugno ore 18.30 Casa della Musica – Cortile d'OnoreNata a Torino nel 1924. A diciannove anni, ha fondato la rivista
Il dado, ottiene e pubblica inediti di grandi nomi nazionali come Umberto Saba, Sandro Penna, Sinisgalli, Pratolini, e internazionali, come Virginia Woolf. Nel 1949 conosce Eugenio Montale durante una conferenza del poeta al teatro Carignano di Torino, d’allora fra i due nasce un sodalizio intellettuale ed un'affettuosa amicizia. Primo libro di di poesia,
Le Acque del sabato, appare nel 1954 nella prestigiosa collana
Lo Specchio. Negli anni 1955 e 1957 Maria Luisa Spaziani ha insegnato lingua e letteratura francese presso il liceo scientifico del collegio Facchetti di Treviglio. A tale periodo e a tali luoghi dedicò la poesia
Suite per A. con la quale nel 1958 vinse il Premio Lerici (presidente di giuria Enrico Pea). Dopo aver viaggiato ampiamente alla fine degli anni '50 e primi anni '60, in paesi come Inghilterra, Belgio, Grecia, Francia, e l'Unione Sovietica, la Spaziani ha scelto di stabilirsi a Roma. Dal 1964 ha insegnato lingua e letteratura tedesca e francese presso l'Università di Messina. Ha curato volumi come
Pierre de Ronsard fra gli astri della Plèiade (1972) e
II teatro francese del Settecento (1974). Fervida e proficua la sua attività di traduttrice dal francese, Pierre de Ronsard, Jean Racine, Gustave Flaubert, P.J. Toulet, André Gide, Marguerite Yourcenar, Marceline Desbordes Valmore, l'ultima, nel 2009, relativa a una raccolta di poesie di Francis Jammes,
Clairières dans les ciel, pubblicata da Rue Ballu edizioni, ma pure dall'inglese e dal tedesco. La statura intellettuale della Spaziani supera i confini nazionali: nei viaggi in Francia e negli Stati Uniti ha tra l'altro modo di conoscere personalità di rilievo assoluto del Novecento letterario come Ezra Pound, Thomas Eliot, Jean-Paul Sartre. Nel 1979 alla Spaziani autrice ormai affermata, con introduzione di Luigi Baldacci, viene pubblicata, del suo lavoro poetico, un'antologia (una seconda, ampliata sarebbe poi uscita nel 2000) negli "Oscar" Mondadori. Presiede infine nel 1982 dopo essere stata nel 1978 fondatrice, per onorare la memoria del poeta, del Centro Internazionale Eugenio Montale, ora Universitas Montaliana, e del Premio Montale.
Coronamento della storia e del percorso poetico dell'autrice è infine rappresentato da
Giovanna d'Arco (1990), poema in ottave di endecasillabi senza rima, che corona un lungo interesse dell'autrice per questo personaggio. In quest'opera la Spaziani si proponeva di reinventare in una narrazione popolaresca e fabulosa in versi, attraverso il personaggio di Giovanna d'Arco, i suoi oltre cinquant'anni d'ininterrotta e costante attività letteraria, giornalistica e di ricerca. Il poemetto, in un adattamento per frammenti, ha trovato una trasposizione teatrale poetica e visionaria nella regia di Fabrizio Crisafulli (Jeannette, 2002). La Spaziani ha scritto inoltre numerosi articoli apparsi su riviste e quotidiani, saggi critici ed una raccolta di racconti, La freccia (2000). È stata tre volte candidata al Premio Nobel per la letteratura, nel 1990, 1992 e 1997. È Presidente onorario del Concorso
L'anima del bosco, nato nel 2006 e promosso da Magema Edizioni, è inoltre Presidente onorario del Premio "Torino in Sintesi" riguardante il genere aforistico. Attualmente vive a Roma.
Norberto Silva Itza
Mercoledì 20 giugno ore 18.00 Casa della Musica – Cortile d’onore Nasce in Uruguay. Psicoterapeuta, regista teatrale e poeta, Norberto Silva Itza sviluppa e integra la sua formazione in campo terapeutico e artistico fino a creare una propria linea di lavoro, che include il suo bagaglio di vita. A partire dagli anni ’70 lascia l’Uruguay e si stabilisce in Perù.
Crea il gruppo di teatro
La Alforja con il quale viaggia per diversi paesi del Sud America, e collabora con il gruppo
Merequeteando, con il
Teatro della Alliançe Francese di Lima. Si trasferisce in Spagna dove lavora con il gruppo madrilegno Guirigay realizzando tournée in tutta la Spagna. Dagli anni ‘80 vive in Italia e fonda, insieme ad altri professionisti, l’Istituto di Bioenergetica di Torino e il GRECAM (Gruppo di Ricerca su Espressione e Creatività Attraverso il Movimento).
Con il GRECAM crea diversi spettacoli teatrali e pubblica i suoi scritti poetici. E’ regista di
Felici di presentarci – 1987,
Non conosco il mare ma lo sogno – 1991,
Con gli occhi alla montagna abbandono i piedi al mare – 1993,
Orologi di sabbia – 1996,
Da vicino a lontano – 2001-2006, con la collaborazione nell’aiuto regia di Evelina Meghnagi. Nel 2005 pubblica una raccolta di poesie: Cantos para no quedarse solo – Canti per non rimanere solo, seguito da Dos lugares para no vivir exiliato – Due luoghi per non vivere esiliato, con la casa editrice Nemapress. È del 2008 la raccolta di poesie Los Pajaros –
Gli Uccelli, casa editrice Pandion. La presentazione del libro è accompagnata dall’installazione “Gli uccelli” e da una mostra di collage, entrambe a cura dell’autore. Il libro di poesie
Donne nel vento è pubblicato dalla casa editrice Perrone Lab, così
Come granelli di sabbia. A dicembre 2011 è uscito l’ultimo suo libro Nelle fessure del tempo edito da Giulio Perrone Editore.
Italo Testa Venerdì 22 giugno ore 17.00 Casa della Musica – AuditoriumPoeta, saggista e traduttore. Ha pubblicato per la poesia
La divisione della gioia (Transeuropa, 2010, seconda edizione 2011),
La silloge Luce d’ailanto (in
Decimo quaderno di poesia italiana, Marcos y Marcos, 2010, prefazione di U. Fiori), l’e-book
Non ero io (gammm.org, 2010), il concept
Canti ostili (Lietocolle, 2007, finalista premio Lorenzo Montano), la raccolta
Biometrie (Manni, 2005, premio San Giuliano, finalista premio Sandro Penna) e il poemetto
Gli aspri inganni (Lietocolle, 2004). Ha ottenuto per la raccolta inedita i premi Eugenio Montale e Dario Bellezza. Sue poesie sono state tradotte in inglese, spagnolo, francese e tedesco. E’ co-direttore della rivista di poesia, arti e scritture «L’Ulisse» e redattore di “La società degli individui”, Absolute Poetry”, “punto critico”. Autore di saggi sul pensiero contemporaneo, è ricercatore in Filosofia presso l’Università di Parma.
Nasos Vaghenàs Venerdì 22 giugno ore 21.30 Piazzale San FrancescoNato a Drama (nella Grecia settentrionale) nel 1945. Ha studiato filologia all’Università di Atene, dove successivamente ha insegnato, così come a Roma, Essex e Cambridge, dove ha anche redatto la tesi di dottorato dedicata alla poesia di George Seferis.
Ha esordito nel 1974 con la raccolta Campo di Marte, a cui hanno fatto seguito:
Biografia (1978);
Le ginocchia di Roxane (1981);
Vagabondaggi di un non viaggiatore (1986);
La caduta dell’uomo in volo (1989);
Odi barbare (1992). È autore di importanti saggi di teoria letteraria e sulla traduzione (
La veste della dea, 1988;
Poesia e traduzione, 1989), e di studi sui maggiori autori della letteratura greca contemporanea (tra i quali si ricorda Il poeta e il ballerino, 1979, sulla poesia di Seferis). È stato tradotto in numerose lingue. In Italiano:
Vagabondaggi di un non viaggiatore, a cura di Caterina Carpinato (Crocetti Editore 1997). E’ docente di Teoria e critica letteraria all’Università di Atene.
Valentino Zeichen Venerdì 22 giugno ore 11.30 Portici del GranoNato a Fiume, vive a Roma. Ha pubblicato le seguenti raccolte di poesie:
Area di rigore (1974),
Ricreazione (1979),
Pagine di gloria (1983),
Museo interiore (1987),
Gibilterra (1991),
Metafisica tascabile (1997),
Ogni cosa a ogni cosa ha detto addio (2000),
Poesie (1963-2003). Ha scritto inoltre il romanzo
Tana per tutti (1983), la commedia
Apocalisse nell'arte (2000), una serie di radiodrammi con il titolo
Matrigna e Aforismi d'autunno (2010).
Giovanna Zucconi Mercoledì 20 giugno ore 20.30 Piazzale San FrancescoGiornalista, si è sempre occupata soprattutto di libri e cultura: sui giornali (
Paese Sera, Europeo, l'Espresso, la Stampa), alla radio (ha scritto e condotto per molti anni "Sumo", programma di attualità e dibattito su Rai Radio2) e in televisione (Pickwick con Alessandro Baricco, Gargantua, Che tempo che fa). Ha ideato e diretto per Feltrinelli "Effe", la rivista di libri a più ampia diffusione in Italia; come autrice televisiva, ha lavorato fra gli altri con Fabio Volo e Daria Bignardi. Giovanissima, lavorò con il Beat 72 al Festival internazionale dei Poeti (Castelporziano-Roma).