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PROTAGONISTI 2010


Vittorino Andreoli
Nato a Verona nel 1940, si laurea in Medicina e Chirurgia all'Università di Padova con una tesi di Patologia Generale sotto la guida del prof. Massimo Aloisi. Continua la ricerca sperimentale presso l'Istituto di Farmacologia dell'Università di Milano ,dedicandosi ora interamente all'encefalo. In particolare alla correlazione tra biologia dell'encefalo e comportamento animale e umano. Lavora in Inghilterra a Cambridge al Department of Biochemistry e successivamente negli Stati Uniti : prima alla Cornell Medical College di New York e successivamente alla Harvard University ,con il professor Seymour Kety direttore dei Psychiatric Laboratories e della Cattedra di Biological Psychiatry. In questo periodo si evidenzia decisamente il suo interesse per il comportamento nella sua dimensione patologica e si dedica alla psichiatria al suo rientro in Italia. E' specialista in Psichiatria e successivamente in Neurologia. Consegue la Libera docenza in Farmacologia e Tossicologia. E dal 1972 diventa Primario di psichiatria e da allora ha esercitato la professione nell'ambito delle strutture pubbliche con i diversi cambiamenti succedutisi dal punto di vista dei sistemi di assistenza al malato di mente e fino al 1999. E' co-fondatore e primo Segretario della Società Italiana di Psichiatria Biologica. Presiede per molti anni La Session on Psychopathology of Expression della World Psychiatric Association di cui attualmente è President of Honour. Fondatore e co-direttore dei Quaderni Italiani di Psichiatria per vent'anni. Membro italiano al Safety Working Party della The European Agency for the evaluation of Medicinal Products dal 1998 al 2001. Docente di "Psicologia generale" e di "Psicologia della crescita" pressol'Università del Molise negli anni 1998 -2001. Membro della New York Academy of Sciences.

Alberto Bertoni
Nato a Modena nel 1955. E’ autore dei libri di poesia: Lettere stagionali (1996, nota di Giovanni Giudici); Tatì (1999, omaggio in versi di Gianni D’Elia); Il catalogo è questo. Poesie 1978-2000 (2000, intervento di Roberto Barbolini); Le cose dopo (2003, postfazione di Andrea Battistini); Ho visto perdere Varenne (2006, prefazione di Niva Lorenzini); e Ricordi di Alzheimer (2008, con una lettera in versi pavanesi di Francesco Guccini). Professore di Letteratura italiana contemporanea e di Prosa e generi narrativi del Novecento nell’Università di Bologna, dirige per Book Editore le collane di poesia “Fuoricasa” e “Quaderni di Fuoricasa”, è consulente scientifico del “PoesiaFestival” di Castelnuovo Rangone e membro di alcune giurie di premi letterari. Dal 2008 - insieme con Biancamaria Frabotta – cura il Diario critico dell’Almanacco dello Specchio Mondadori. Sul piano saggistico è autore e curatore di diversi articoli e libri, tra i quali si possono ricordare i Taccuini 1915-1921 di F.T. Marinetti (il Mulino, Bologna 1987), Dai simbolisti al Novecento. Le origini del verso libero italiano (ibid., 1995, Premio Russo e Premio Croce 1996), La poesia come si legge e come si scrive (ibid., 2006). E’ inoltre autore – con Gian Mario Anselmi – del saggio dedicato alla letteratura dell’Emilia e della Romagna nella Letteratura italiana Einaudi curata da Alberto Asor Rosa.

Alberto Bevilacqua
Nato a Parma nel 1934, intellettuale e regista cinematografico, il suo primo romanzo, La Polvere sull'erba, è del 1955. Il successo internazionale arriva con La Califfa (1964), la cui protagonista, Irene Corsini, inaugura la galleria dei suoi grandi personaggi femminili. Con il romanzo Questa specie d'amore vince il Premio Campiello nel 1966. Giornalista critico del costume e polemista, con la sua produzione narrativa riscuote un grande successo di pubblico e riceve i maggiori premi letterari italiani: lo Strega per L'occhio del gatto (1968); il Bancarella con Un viaggio misterioso (1972), replicando nel 1991 con I sensi incantati. Intensa e continua, da sempre parallela all'attività di narratore, la produzione poetica, raccolta in varie sillogi, tra le quali Piccole questioni di eternità (Einaudi, 2002); Tu che mi ascolti. Poesie alla madre (Einaudi, 2005); Le poesie (Mondadori, 2007); Duetto per voce sola. Versi dell’immedesimazione (Einaudi, 2008). Le sue opere sono tradotte in Europa, negli Stati Uniti, in Brasile, Cina e Giappone.

Alberta Bigagli
Nata a Sesto Fiorentino nel 1928, vive a Firenze, è laureata in Psicopedagogia. È scrittrice, critico e ricercatrice oltre che collaboratrice di varie riviste e web-magazine (“Sagittaria”, “Novecento Poesia”). Il suo nome compare in antologie e in cataloghi di pittura, oltre che nella Biblioteca del Museo di Olimpia e alcune sue opere sono catalogate alla Library of Congress di Washington. Ha ideato una ricerca di Linguaggio Espressivo. Dal1975 al 2008 ha pubblicato numerosi libri di poesia, in versi e in prosa tra cui L’amore e altro (Nuovedizioni Enrico Vallecchi), L’Arca di Noè (Gazebo), Agli amici di Villa Ulivella (La Voce), Libertà e bisogno. Autobiografia in breve (Bastogi). Dal libro “Olindo del fuoco” è stata prodotta e messa in scena a cura di Sergio Ciulli l’opera teatrale “Ti sei accorta Alberta...?”. A fine 2009 è uscita l’opera completa di poesia “Amore fu - la poesia di una vita” per Passigli Poesia, collana fondata da Mario Luzi, a cura di Valerio Nardoni.

Anna Bonaiuto
Nata a Latisana nel 1950, attrice teatrale e cinematografica tra le più quotate in Italia, si diploma presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico. Ha lavorato in teatro con importanti registi come Mario Missiroli, Luca Ronconi, Mario Martone, Carlo Cecchi, Toni Servillo. Nel 1992 le viene affidato il ruolo della moglie di Renato Caccioppoli in Morte di un matematico napoletano di Mario Martone che la conferma come una delle attrici di maggior talento del panorama artistico nazionale. Nel 1993 vince la Coppa Volpi alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia come migliore attrice non protagonista nel film di Liliana Cavani Dove siete? Io sono qui. Nel 1995, ancora Mario Martone le offre il ruolo della protagonista del film L'amore molesto grazie al quale Anna Bonaiuto vince sia il Nastro d'Argento sia il Premio David di Donatello come miglior attrice protagonista. Nel 1998, Fulvio Wetzl le offre il ruolo di Marina nel film Prima la musica, poi le parole, pellicola che parteciperà a 35 festival internazionali, a cominciare dal Giffoni Film Festival 1999. Nanni Moretti nel 2006 la dirige ne Il caimano e nel 2007 è nel cast di Mio fratello è figlio unico diretta da Daniele Luchetti e L'uomo di vetro di Stefano Incerti. Numerosi i riconoscimenti anche dalla critica teatrale tra i quali spicca il Premio Ubu nel 2003 come migliore attrice italiana per l'interpretazione di Donna Rosa Priore in Sabato, domenica e lunedì di Eduardo De Filippo con la regia di Toni Servillo.

Franco Buffoni
Nato a Gallarate nel 1948 ha pubblicato le raccolte di poesia Nell'acqua degli occhi (Guanda 1979), I tre desideri (San Marco dei Giustiniani 1984), Quaranta a quindici (Crocetti 1987), Scuola di Atene (Arzanà 1991), Suora carmelitana (Guanda 1997), Songs of Spring (Marcos y Marcos 1999), Il profilo del Rosa (Mondadori 2000), Theios (Interlinea 2001), Del Maestro in bottega (Empiria 2002), Guerra (Mondadori 2005), Noi e loro (Donzelli 2008), Roma (Guanda 2009). Per Marcos y Marcos dirige il semestrale "Testo a fronte" e ha curato i volumi Ritmologia (2002) e La traduzione del testo poetico (2004). Per Mondadori ha tradotto Poeti romantici inglesi (2005). È autore di Più luce, padre. Dialogo su Dio, la guerra e l’omosessualità (Sossella, 2006), dei romanzi Reperto 74 (Zona 2008) e Zamel (Marcos y Marcos 2009) e dei saggi Con il testo a fronte. Indagine sul tradurre e l’essere tradotti (Interlinea 2007), L’ipotesi di Malin. Studio su Auden critico-poeta (Marcos y Marcos 2007) e Mid Atlantic. Teatro e poesia nel Novecento angloamericano (Effigie 2007). [Fonte: www.francobuffoni.it]

Ennio Cavalli
Romagnolo, vive a Roma. È caporedatore culturale del Giornale Radio Rai. Con Libro grosso (Aragno) ha vinto il Premio Viareggio Poesia 2009. Con il romanzo Quattro errori di Dio (Aragno), ha vinto il Premio Campiello 2005 - Giuria dei Letterati. Tra le raccolte di poesia, Naja tripudians (1976), Carta intestata (1981), Po e Sia (1991), Libro di storia e di grilli (1996), Libro di scienza e di nani (1999), Bambini e clandestini (Premio Pisa 2002), l’autoantologia Cose proprie (Premio Pascoli 2004), Libro di sillabe (2006) e L’imperfetto del lutto (2008). Le opere più recenti in prosa sono Il divano del Nord (Feltrinelli 2005) e il romanzo per ragazzi I gemelli giornalisti a Hollywood (Piemme 2007).

Alba Donati
È nata a Lucca e vive tra Firenze e Lucignana (Lu). Scrive di poesia su quotidiani e riviste. Ha pubblicato La repubblica contadina (City Lights Italia 1997, Premio Mondello "Opera Prima" 1998, Premio Sibilla Aleramo 1999) e Non in mio nome (Marietti 2004, Premio Diego Valeri, Premio Pasolini, Premio Cassola “Ultima Frontiera). Gli inediti più recenti sono usciti su “Nuovi Argomenti”. Ha curato Costellazioni italiane 1945-1999. Libri e autori del secondo Novecento (Le Lettere, 1999), Poeti e scrittori contro la pena di morte (Le Lettere, 2001), l’edizione completa delle poesie di Maurizio Cucchi (Oscar Mondadori, 2001) e, insieme a Paolo Fabrizio Iacuzzi, il Dizionario della libertà (Passigli, 2002), con interventi Todorov, Yehoshua, Adonis, T.B. Jelloun, Bauman, Luzi, Gustafsson e altri.

Luca Fontana
Nato il 29 luglio 1944. Studi universitari a Bologna: pessimi, per la qualità degli insegnanti, in lingua e letteratura inglese, (ha poi rimediato da solo trascorrendo una ventina d’anni in Gran Bretagna); ottimi e, fondamentali per la sua vita, in linguistica (Luigi Rosiello) e storia dell’arte (Francesco Arcangeli); gli altri non terminati (a cinque esami dalla fine), perché interferivano con la sua passione per lo studio.
Negli anni universitari ha cominciato a lavorare in editoria presso Zanichelli, redazione dizionari; per quattro anni, lessicografo lemmista per il Dizionario Francese-Italiano a cura di Raoul Boch.
Dal 1981 al 1990 vive a Londra, soprattutto di lavoro giornalistico ed editoriale - come lettore e consulente collabora con varie case editrici britanniche, in 2003, in particolare,  Faber & Faber, Carcanet e Verso
Scrive in inglese su “New Statesman”, “City Limits” e “Times Literary Supplement”; in italiano, su “Reporter” e “L’Europeo”. Dalla fondazione all’estinzione  collabora stabilmente a “Diario”, settimanale diretto da Enrico Deaglio, su cui tiene una rubrica settimanale – Fare l’amore (di questi tempi), e pubblica reportage di viaggi (Brasile, Marocco, Iran, Cuba) o saggi d’argomento musicale e culturale in genere; collabora saltuariamente a Repubblica e altre pubblicazioni.
Negli anni 1980, da Londra, collabora come corrispondente alla RTSI, Radio della Svizzera italiana.
Dal 2000 al 2004 è collaboratore di Radio3 Rai. Scrive e conduce vari programmi di musica, cultura e spettacolo. Nel 2002 realizza un documentario radiofonico in 6 puntate – I marocchiani, viaggio in andata e ritorno al seguito di emigrati marocchini in Italia.
E’ docente di drammaturgia e storia del teatro presso la nuova facoltà di design arti e spettacolo dello IUAV (Istituto universitario di architettura a Venezia).
Insegna drammaturgia al corso di perfezionamento per l’attore europeo (finanziato dalla UE) presso il Teatro Stabile di Parma.
 

Jonathan Galassi
Nato a Seattle (Washington) nel 1949, è poeta, traduttore e figura prestigiosa dell’editoria americana, è presidente e direttore editoriale di una delle case editrici più quotate in America, la “Farrar, Straus & Giroux”. Ha pubblicato due raccolte poetiche: Morning Run (1988) e North Street (2000) e ha lavorato alla traduzione delle poesie di Eugenio Montale (Collected Poems: 1920-1954) e dei Canti di Leopardi. Tra i suoi riconoscimenti come poeta, nel 1989 riceve la borsa di studio Guggenheim. E’ stato presidente onorario dell’“Accademia dei Poeti Americani” e ha pubblicato poesie su diverse riviste letterarie quali “Threepenny review”, “The New Yorker” e “The Nation”. Galassi è conosciuto per l’eleganza e la scorrevolezza delle sue traduzioni: egli crede che il traduttore debba tradurre nella lingua del presente, evitando quindi aulicismi di ogni genere a favore di una maggiore chiarezza e semplicità lessicale. Galassi inoltre, da un’intuizione iniziale fa discendere la poesia in un suadente atto di nominazione, per accumulo di impressioni sonore e visive che stentano a comporsi in una sintassi vera e propria.

Nicola Gardini
Nato a Petacciato, in Molise, nel 1965, poeta e scrittore, critico e saggista, insegna letteratura italiana all'Università di Oxford. Esordisce nel 1995 con un ciclo di liriche sulle sue allergie, La primavera. Il suo primo romanzo, Così ti ricordi di me, pubblicato nel 2003, risale all'inizio degli anni Novanta. Scrive poesie in italiano, in dialetto molisano e anche in greco antico e in latino. Nel 2007 pubblica la storia di suo padre, Lo sconosciuto. Nel 2009 esce il memoir delle sue esperienze universitarie, I baroni. Come e perché sono fuggito dall'Università italiana, che è al tempo stesso denuncia della corruzione accademica e riflessione sul senso della letteratura. Sia le poesie sia la narrativa sono ispirate al più vivo autobiografismo. Collabora con la rivista “Poesia” di Nicola Crocetti, di cui è stato condirettore. Per questa rivista traduce molti poeti, soprattutto inglesi e americani. Tra gli autori tradotti: Auden, Hughes, Emily Dickinson, Charles Simic, Virginia Woolf, Ovidio, Marco Aurelio. L'autore cui ha dedicato più tempo è Ted Hughes, curando (con Anna Ravano) il Meridiano Mondadori.
 
Alessandro Gnocchi
Nato a Cremona il 3 agosto 1971. Si laurea in lettere moderne e contemporanee all’Università di Pavia nel 1996 con tesi sulle Rime giovanili di tre amici di Pietro Bembo: Tommaso Giustiniani, Vincenzo Querini e Niccolò Tiepolo. Consegue poi un dottorato di ricerca in italianistica all’università di Firenze conseguito nel 2001, con tesi sulle Stanze di Pietro Bembo.
Sue pubblicazioni sono: Pietro Bembo, Stanze, edizione critica a cura di Alessandro Gnocchi, Sef, Firenze, 2003. Pietro Bembo, Motti, a cura di Vittorio Cian, prefazione di Alessandro Gnocchi, Sylvestre Bonnard, Milano, 2007.
Dal 2006 è caposervizio delle pagine culturali del quotidiano “Libero” e dal 2009 caporedattore delle pagine culturali del quotidiano “Il Giornale”.


Alessandro Haber
Nato a Bologna nel 1947, attore, regista e anche cantante, debutta a vent’anni con Marco Bellocchio nel 1967 con una piccola parte ne La Cina è vicina. E’ Pupi Avati ad offrirgli il primo ruolo da protagonista, quello di Lele in Regalo di Natale e La rivincita di Natale, interpretazione che dà ad Haber una meritata notorietà. Haber si è cimentato in ruoli drammatici e comici e in questo ambito va ricordato il suo ruolo in Fantozzi subisce ancora, nei panni di un chirurgo molto particolare, e l'interpretazione del vedovo Paolo in Amici miei atto II. Anche nel teatro ottiene un gran successo, recitando Orgia di Pier Paolo Pasolini, Woyzeck di Buchner, Arlecchino, Scacco pazzo (da cui ha poi tratto l'omonimo film del 2003 che lo ha visto debuttare come regista) e L'avaro di Molière. Sempre come attore teatrale, nel 2006 si aggiudica il Premio Gassman come miglior attore per l'interpretazione di Zio Vania nell'omonimo testo di Anton Cechov. Negli anni Novanta recita in Parenti serpenti del 1992 di Mario Monicelli, e in quattro film di Leonardo Pieraccioni: I laureati del 1995, Il ciclone del 1996, un cameo in Fuochi d'artificio del 1997 e infine Il paradiso all'improvviso del 2003. Tra i riconoscimenti avuti nel cinema ricordiamo: due Nastri d’Argento e un David di Donatello come miglior attore non protagonista e un Nastro d’Argento come miglior attore protagonista in La vera vita di Antonio H. di Enzo Monteleone.

Janice Kulyk Keefer
È nata a Toronto nel 1953. Docente di Letteratura inglese e Scrittura creativa all’Università di Guelph, è autrice di tre raccolte di poesie (White of the Lesser Angels 1986, Marrying the sea 1998, e Midnight stroll 2007), tre raccolte di racconti (The Paris-Napoli Express 1986, Transigurations 1987, e Travelling Ladies 1990), un libro di memorie (Honey and Ashes: A story of Family, 1998) e due romanzi (Thieves 2004, e Rest Arrow 1992); ha ottenuto inoltre numerosi riconoscimenti canadesi e internazionali.
Al centro della produzione della Keefer, scrittrice che affronta prevalentemente temi socio-politici, c’è soprattutto la questione dell’appartenenza etnica, legata alla sua condizione personale: la scrittrice infatti, nata da genitori di origine ucraina, sente di appartenere a due nazioni, il Canada e l’Ucraina. Numerosi riferimenti alla storia dell’Ucraina, alle sue convenzioni e ai suoi stereotipi sono presenti nella sua produzione, soprattutto nella raccolta poetica Midnight Stroll, opera ricca dal punto di vista contenutistico e in grado di distinguersi per l’ironia tagliente e dissacrante, per l’arditezza delle immagini utilizzate e per lo stile originalissimo dell’autrice.

Paolo Lagazzi
Nato a Parma nel 1949 e dal 2001 vive a Milano.
Da giovane, per alcuni anni, ha fatto il prestigiatore in coppia con suo fratello gemello Corrado e si è esibito come cantante e chitarrista in diversi gruppi.
È’ tra i più noti critici letterari emersi in Italia negli ultimi quindici anni.
Si è occupato dei più vari argomenti, dalla letteratura moderna e contemporanea al cinema, dal romanzo giallo alla magia, dalle fiabe al buddhismo Zen.
Ha collaborato a più di quaranta fra riviste letterarie e giornali italiani e stranieri.
Ha partecipato come relatore a numerosi convegni nazionali e internazionali, in Italia, in Europa, in USA e in Giappone.
Dirige una collana di saggistica e una di poesia per l’editore Moretti § Vitali, una di saggistica per l’editore Aragno e una di narrativa per le edizioni Il Filo.
Fa parte dei comitati direttivi delle riviste “Poesia e Spiritualità” e “ALI”.
Fa inoltre parte della giuria di uno tra i più importanti premi di poesia esistenti in Italia, il premio “Mario Luzi – Vola alta parola”.
Maurizio Maggiani
È nato nel 1951 nella frazione di Molicciara di Castelnuovo di Magra (SP). Trasferitosi ancora bambino con la famiglia a La Spezia, intraprende gli studi magistrali e si laurea in architettura, ma già dopo il diploma, inizia a fare il maestro nella quinta classe di un prefabbricato che faceva da scuola nella periferia operaia della città. L’insegnamento, da lui sempre visto come il mestiere per lui più bello, l’ha impegnato nel corso degli anni in carcere, nelle sezioni speciali per handicappati e in quelle sperimentali per il loro inserimento. Ha svolto però anche altri lavori: è stato fotografo industriale, ha girato film pubblicitari per aziende, ha fatto il mercante d’arte contemporanea e il venditore di libri. È diventato scrittore dopo aver vinto casualmente negli anni ’80, un concorso locale per componimenti letterari inediti che l’ha poi spinto a proseguire scrivendo una decina di storie romanzesche ed un migliaio di articoli. Maurizio Maggiani con Feltrinelli ha pubblicato Vi ho già tutti sognato una volta (1990), Felice alla guerra (1992), Il coraggio del pettirosso (1995, premi Viareggio Rèpaci e Campiello 1995), màuri màuri (1996), La regina disadorna (1998, premi Alassio e Stresa per la Narrativa 1999), È stata una vertigine (2002, premio letterario Scrivere per amore 2003, finalista premio Chiara), Il viaggiatore notturno (2005, premio Ernest Hemingway, premio Parco della Maiella e premio Strega), Mi sono perso a Genova (2007) e, con Gian Piero Alloisio, Storia della meraviglia. 12 canzoni e 3 monologhi (2008).
Manuela Mandracchia
Nata a Roma nel 1970, attrice teatrale, si diploma nel 1993 presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, divenendo presto una delle interpreti più affermate del teatro italiano. Già nel 1993 è notata dalla giuria del Premio Wanda Capodaglio che le conferisce il riconoscimento attribuito ai miglior allievi delle scuole di recitazione d'Italia. Importante per la sua carriera teatrale è il sodalizio che la lega a Luca Ronconi con la regia del quale spicca particolarmente nei ruoli di Rosaura ne I due gemelli veneziani di Carlo Goldoni, Lucia ne Il Candelaio di Giordano Bruno e, accanto a Mariangela Melato, Lidia in Amor nello specchio di Giovan Battista Andreini, interpretazione con cui ottiene il Premio Ubu 2003 come miglior attrice non protagonista. Interprete di successo anche in alcuni spettacoli di Massimo Castri, Manuela Mandracchia è Mommina in Questa sera si recita a soggetto di Luigi Pirandello, interpretazione per cui ottiene il Premio UBU come migliore attrice giovane, e Laura ne Il padre di August Strindberg, accanto a Umberto Orsini. Tra gli altri spettacoli da lei interpretati, sono da ricordare L'ignorante e il folle di Thomas Bernhard con la regia di Mauro Avogadro, e Ritter, Dene, Voss di Thomas Bernhard con la regia di Piero Maccarinelli. Per Fondazione Teatro Due ha recitato ne La memoria dell’acqua di Shelagh Stephenson con la regia di Massimiliano Farau. Nel 2006 idea e dirige con Sandra Toffolatti, Mariàngeles Torres ed Alvia Reale Roma ore 11, tratto da un'inchiesta di Elio Petri, messinscena che vince il Premio ETI - Gli Olimpici del Teatro come miglior spettacolo d'innovazione del 2007.

Neri Marcoré
Nato nel 1966 a Porto Sant’Elpidio (AP), si diploma alla Scuola Superiore per Traduttori a Bologna. È doppiatore, attore televisivo, teatrale e cinematografico. Lavora anche in radio: la commedia radiofonica Pop Corn vince il Premio Italia nel 1997. Conduttore televisivo, dal 2001 è su Rai Tre con Per un pugno di libri e dal 2007 su Radio Due con la trasmissione Siamo se stessi. Collabora con la Gialappa's Band in Mai dire gol. Nel 2006 interpreta il ruolo di Papa Giovanni Paolo I in una fiction trasmessa in due puntate su Raiuno.
Ha interpretato nel 2003 il ruolo del protagonista Nello Balocchi, nel film diretto da Pupi Avati “Il cuore altrove”. Nel 2007 partecipa come ospite a Sanremo, imitando Ligabue. Nel 2008 debutta a Roma con lo spettacolo Un certo signor G., omaggio a Giorgio Gaber. Tra il 2008 e il 2009 è nel cast della serie televisiva Tutti pazzi per amore. Nel 2009, insieme a Diego Abatantuono e Luigi Lo Cascio, è sul set del film Gli amici del bar Margherita. È direttore artistico del Teatro delle api di Porto Sant'Elpidio (AP).


Luis Garcìa Montero
Nato a Granada nel 1958, poeta e saggista, detiene una cattedra al dipartimento di Letteratura spagnola della Universidad de Granada. Tra i riconoscimenti poetici che ha ottenuto spiccano il Premio Federico Garcìa Lorca nel 1980 con Y ahora ya eres dueno del Puente de Brooklyn, il Premio Adonaìs nel 1983 con El Jardin extranjero, il Premio Loewe nel 1994 con Habitaciones separadas e il Premio Nacional de la Crìtica nel 2003 con La intimidad de la serpiente. Partecipa, con Javier Egea e Alvaro Salvador, al gruppo poetico La Otra Sentimentalidad, corrente che prende il nome dal suo primo libro pubblicato nel 1983. La poesia di Montero, definita con il nome di Poesìa de la experiencia (Poesia dell’esperienza), è caratterizzata dalla tendenza generale a diluire l’io specifico con l’esperienza collettiva, allontanandosi da una individualità stilistica; la sua è una poesia dominata da un linguaggio colloquiale e dalla riflessione su situazioni quotidiane, senza però mai arrivare ad un “realismo sporco”. Oltre a poesie, scrive saggi ed articoli di opinione e pubblica un libro di evocazioni narrative sulla sua infanzia, un romanzo con F.B.Reyes e un racconto giovanile.

Herta Müller
È nata a Nitzkydorf (Romania) nel 1953. Scrittrice tedesca e vincitrice nel 2009 del Premio Nobel per la Letteratura con Il Paese delle prugne verdi, riceve numerosi riconoscimenti tra cui: nel 1990 il Roswitha-Preis, nel 1994 il Premio Kleist, nel 1998 il premio internazionale IMPAC Dublin Literary, nel 2004 il Literaturpreis der Konrad-Adenauer-Stiftung e nel 2010 il Premio Hoffman; nel 1995 viene accolta nell’Accademia tedesca di Letteratura e Poesia. Scrive diversi romanzi tra cui, tradotti in italiano troviamo: Bassure (1982), In viaggio su una gamba sola (1989) e Il Paese delle prugne verdi (1994). Nella sua vita, la Müller conosce dapprima la dittatura rumena di Ceausescu e poi il regime assolutista dello stato totalitario tedesco, dove si trasferisce con il marito nel 1987; senza incorrere in una forma di scrittura puramente autobiografica, le sue pagine spesso rispecchiano e documentano il suo percorso personale, rappresentando gli aspetti più crudi del suo ambiente e della situazione politico-sociale della Romania.Per la costruzione delle sue composizioni liriche, l’autrice usa ritagliare singole parole stampate su fogli colorati, metterle sul tavolo e farne un collage, seguendo quindi una composizione quasi del tutto casuale; l’autrice si diverte così in una fantasiosa sperimentazione che sfiora il bizzarro e il nonsenso, eppure la paura, da cui la sua arte sgorga, non viene mai rimossa ed è alla base di quella bizzarria stilistica.

Elicura Chihuailaf Nahuelpàn
È nato a Quechurewe (Cile) nel 1952. Poeta, scrittore e traduttore di etnia e lingua mapuche, docente di Letteratura all’Università di Temuco e “visiting professor” dell’Università di Santiago del Cile, è considerato attualmente il poeta più conosciuto della nazione mapuche. Ha pubblicato in Cile numerose raccolte di poesia in edizione bilingue mapuzugun (nome originale dell’idioma mapuche) e spagnolo, tra cui: El invierno y su imagen (1977), En el paìs de la memoria (1988), De suenos apule y contrasuenos (1995), Canto Libre – Selecciòn de la obra de Vìctor Jara (2007), Suenos de Luna Azul (2008) e Mi Sueno Azul (libro albùm) nel 2009. La sua poesia, il cui compito è quello di ricordare e di riaffermare l’importanza della parola poetica come principio dell’essere umano, è una conversazione con se stesso, con i membri della sua famiglia e della sua comunità. Elicura Nahuelpàn, membro dell’“Academia Chilena de la Lengua”, è stato anche il primo traduttore delle Odi di Pablo Neruda in mapuzugun. Segretario generale dell’“Associazione dei poeti indigeni delle Americhe” e collaboratore di varie riviste cilene, Elicura è inoltre impegnato in una costante attività di lotta politica in difesa dei diritti umani e dei popoli indigeni.

Umberto Orsini
Nato a Novara nel 1934, diplomato presso l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica, debutta nel 1957 nel Diario di Anna Frank di Goodrich e Hackett con la regia di Giorgio De Lullo. Nel 1961 è nell'Arialda di Testori con la regia di Luchino Visconti e negli anni successivi lavora con Zeffirelli, Patroni Griffi, Jose Quaglio. Sul finire degli anni '60 Orsini si divide fra teatro, cinema e tv. Nel 1971 è sul set di La caduta degli dei di Visconti (Nastro d'argento al Festival di Venezia). Nel 1981 diventa direttore del Teatro Eliseo di Roma e avvia un'importante collaborazione con Gabriele Lavia che lo dirige in Servo di scena di Harwood, I Masnadieri di Schiller e Non si sa come di Pirandello. Negli stessi anni con Luca Ronconi lavora nelle Tre sorelle di Cechov e Besucher di Strauss, L'uomo difficile di Hofmannsthal (Premio Ubu 1991). Nella stagione 1997/98 lavora in Morte di un commesso viaggiatore con la regia di Cobelli e in Prima della pensione, con la regia di Piero Maccarinelli. Dopo il debutto accanto a Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice in Copenaghen di Frayn, regia di Mauro Avogadro, nella stagione 1999/2000 è stato impegnato come protagonista negli spettacoli L'arte della commedia di Eduardo De Filippo, regia di Luca De Filippo e Il nipote di Wittgenstein di Thomas Bernhard, regia di Patrick Guinand, per i quali vince il Premio Ubu 2001 come miglior attore. Nel febbraio 2002 ha debuttato accanto a Giulia Lazzarini in Erano tutti miei figli di Arthur Miller, regia di Cesare Lievi. Nel 2004 debutta al Festival d’Avignon Urlo, per la regia di Pippo Delbono, dove è in scena con Giovanna Marini, artista con cui ritornerà ad interpretare nel 2005 Ballata del carcere di Reading, sotto la regia di Elio De Capitani. Nello stesso anno partecipa a Il padre, per la regia di Massimo Castri e nel 2007 è in Molly Sweeney , per la regia di Andrea De Rosa. Nel 2009 è Prospero ne La Tempesta di Shakespeare diretta da Andrea De Rosa.
 
Giancarlo Ratti
Si è diplomato in recitazione all’Accademia dei Filodrammatici di Milano. Il suo nome è noto per essere ospite fisso del programma radiofonico “Il ruggito del coniglio” (Presta e Dose – Radio 2).
La sua carriera teatrale l’ha visto impegnato al fianco di importanti registi quali Gabriele Lavia, Pippo Franco, Silvano Piccardi, Maurizio Panici, Nanni Fabbri, Franco Però, Ennio Coltorti.
Ha recitato nel ruolo di Giuda in Niente e nessuno (2001, regia di Marcello Cotugno), è stato Lopachin ne Il giardino dei ciliegi (2002, regia di Antonio Sixty), Socrate ne Il giuoco delle parti (2003, regia di Gigi Dall’Aglio), Agrippa in Coriolano (2004, regia di Roberto Cavosi), Sosia in Anfitrione (2005, regia di Franco Ricordi), Corifeo in Antigone (2006, regia di Irene Papas) e Tossilo in Il Persiano (2006, regia di Giovanni Anfuso).
Nel cinema ha lavorato con Sergio Rubini in Colpo d’occhio (2007) e Franco Munzi in La notte (2007).
Tanti i suoi ruoli e apparizioni televisive, tra cui Distretto di polizia (2002), la fortunata serie de I Cesaroni (dalla prima alla quarta stagione), Incantesimo (2003), Casa Vianello (2005) e Per un pugno di libri (2009/2010) il programma culturale condotto da Neri Marcorè in cui Ratti è ospite fisso.

Alvia Reale
Nata a Roma nel 1960 considerata tra le attrici più interessanti della sua generazione, si diploma presso l’Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D’Amico e debutta nel fortunato cortometraggio Exit diretto da Pino Quartullo e Stefano Reali che vince la “Concha de Oro” a San Sebastian e viene candidato al Premio Oscar. E’ protagonista negli spettacoli di alcuni tra i più importanti registi italiani ed europei come Luca Ronconi, Massimo Castri, Eimuntas Nekrosius, Aldo Trionfo, Cesare Lievi, Roberto De Simone, Enda Walsh. Si è impegnata anche nella valorizzazione della drammaturgia contemporanea con registi come Valter Malosti, Renato Carpentieri, Federico Tiezzi, Mauro Avogadro, Nello Mascia. In televisione Andrea Camilleri l’ha voluta nella serie I gialli di E.Roda da lui diretta. Ha lavorato con Silvestri e Costanzo nel Candid Show e con Gianni Lepre ne Il commissario Corso. E’ stata la protagonista dell’opera prima di Elisabetta Valgiusti Aquero. In Radio tra le altre cose ha fatto Anna Christie con la regia di Gianni Amelio. Ultimamente con Renato Carpentieri ha lavorato nella Medea e ne La Fuga di Emma. Ha vinto numerosi premi, tra cui: Menzione d'Onore al Premio Eleonora Duse 1996, Premio internazionale Kaos nel 2001, Maschera d'Oro al Premio IDI del 1993, Biglietto d'Oro Agis-BNL nel 1995. Nel 2006 idea e dirige con Sandra Toffolatti, Mariàngeles Torres e Manuela Mandracchia Roma ore 11, tratto da un'inchiesta di Elio Petri, messinscena che vince il Premio ETI - Gli Olimpici del Teatro come miglior spettacolo d'innovazione del 2007.
 
Ottavio Rossani
Nato a Sellia Marina nel 1944, è giornalista, scrittore, poeta, pittore. Si occupa anche di teatro. Come giornalista (inviato del «Corriere della Sera» per 30 anni) ha scritto di politica, eco¬nomia, cultura, cronaca. Ha intervistato molti personaggi in Italia e all’estero. Ha viaggiato nei diversi continenti, in particolare in lungo e in largo per l’America Latina. Ha pubblicato diversi libri. Le raccolte di poesia: Le deformazioni (1976); Falsi confini (1989); Teatrino delle scomparse (1992); Hogueras (1998); L’ignota battaglia (2005). I saggi: L’industria dei sequestri (1978); Leonardo Sciascia (1990); Le parole dei pentiti (2000), Stato società e briganti nel Risorgimento italiano (2002). Il romanzo: Servitore vostro humilissimo et devotissimo (1995). Il suo libro più recente è L’ignota battaglia (2005), romanzo in versi. Per il teatro ha curato alcune regie e ha scritto diversi testi. Ha esposto i suoi quadri in molte mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Sue opere figurano in molte collezioni private. Dal dicembre 2007 tiene un blog dedicato alla Poesia sul Corriere della Sera on-line (poesia. corriere.it). Scrive articoli e recensioni di narrativa, poesia, saggi, sulle pagine culturali del Corriere della Sera e su altri quotidiani, riviste e siti internet. È presente con il saggio “Il diapason della poesia tra passioni e mitofanie” ne La poesia, il sacro, il sublime (a cura di Adele Desideri, Fara 2010).

Tiziano Rossi
Nato a Milano nel 1935, uno dei maggiori poeti italiani viventi racconta in modo disincantato le vicende del quotidiano e tratteggia umili personaggi metropolitani. Ha esordito nel 1968 con La talpa imperfetta (Mondadori). Tra le altre opere, pubblicate con Garzanti, Miele e no (1988), Il movimento dell’adagio (1993), Pare che il paradiso (1998), Gente di corsa (2000), Tutte le poesie 1963-2000 (2003) e, con Mondadori, Cronaca perduta (2006). Con Ermanno Krumm ha curato l’antologia Poesia italiana del Novecento (Skira 1995) ed è presente nell’antologia Poeti italiani del secondo Novecento curata da Maurizio Cucchi e Stefano Giovanardi (Oscar Mondadori).

Elena Salibra
È nata a Siracusa, vive a Pisa dove insegna Letteratura italiana alla Facoltà di Lettere. Il martirio di ortigia è la sua terza raccolta poetica. La prima, Vers.es, è entrata nella cinquina del Premio Viareggio. La seconda, sulla via di Genoard (Manni 2007), finalista al Mondello, è stata tradotta in romeno, inglese, danese, spagnolo. Suoi testi compaiono nell’Almanacco dello Specchio 2008 e in “Nuovi Argomenti”.
Dirige la rivista di poesia “Soglie” e cura la rubrica Poesia in volo della rivista “Aliante”. Ha scritto sui maggiori poeti italiani del Novecento. Tra i suoi libri di critica letteraria si ricordano Pascoli e Psyche (Bulzoni 1999), Voci in fuga. Poeti italiani del Primo Novecento (Liguori 2005). Ha curato l’edizione di tutte le poesie di Gozzano (Mursia 1993) e delle Rime di Carducci (Matithyah 2006).


Ezio Savino
Nato a Milano nel 1949, traduttore e saggista, è docente di materie classiche nei licei e collaboratore dell'Università Cattolica di Milano in qualità di formatore. Ha tradotto gli scritti di Tucidide, tutte le tragedie di Eschilo, il teatro di Sofocle, i testi di Aristofane, alcuni dialoghi di Platone e i versi di Saffo, Alceo, Anacreonte e Archiloco. Ha curato un'antologia di traduzioni dai poeti latini e greci e nei “Meridiani” Mondadori (1990) ha pubblicato in due volumi l'edizione italiana della Letteratura greca della Cambridge University. In campo saggistico si è occupato del “sacro” in Preghiera e Rito nella Grecia Antica (Mondadori 1986). Savino ha inoltre pubblicato per la scuola testi manualistici di lingua greca e commenti ai classici e, in collaborazione con L.Barbero, ha redatto Leggere i Classici Greci, antologia in tre volumi della letteratura greca (Mursia 1993).

Wole Soyinka
È nato nel 1934 ad Abeokuta (Nigeria). Poeta, saggista e drammaturgo, nonché uno dei maggiori esponenti della letteratura dell’Africa sub-sahariana, ha ricevuto diversi riconoscimenti in tutto il mondo (nel 1986 Premio Grinzane Cavour per la Narrativa straniera, nel 1990 Premio Mondello per la Letteratura, nel 1995 Premio Grinzane Cavour sezione Premi speciali) e il Premio Nobel per la Letteratura nel 1986. Ha insegnato in numerose università, fra cui Yale, Cornell, Harvard, Sheffield e Cambridge, ed è membro delle più prestigiose associazioni letterarie internazionali. Wole Soyinka si è affermato in Africa e in Occidente soprattutto attraverso la poesia e il teatro. Dopo aver lavorato come drammaturgo presso il Royal Court Theatre di Londra, fonda il gruppo teatrale “Le maschere 1960” e nel 1964 crea la compagnia “Teatro Orisun”, con la quale mette in scena anche le proprie opere. Ha scritto oltre venti drammi e commedie e ha adattato in un contesto africano Le Baccanti di Euripide, L’Opera da tre soldi di Brecht, I Negri di Genet. Fra i suoi lavori teatrali figurano: Il leone e la perla, Pazzi e specialisti, La morte e il cavaliere del Re, Danza della foresta, La strada, Il raccolto di Kongi. Fra le opere letterarie non teatrali di Soyinka ricordiamo: The Interpreters (1965), Season of Anomy (1973) e Akè (1981). Fra le sue raccolte poetiche: Idanre and Other Poems, A shuttle in the Crypt, Ogun Abibiman, Mandela’s Earth and Other Poems. Attualmente Soyinka, perseguitato e condannato a morte dal dittatore nigeriano Sani Abacha, vive negli Stati Uniti.

Mariàngeles Torres
Attrice teatrale e televisiva, si diploma presso l’Accademia nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico e partecipa nell’ambito della Scuola Europea per l’arte dell’attore a laboratori condotti da S. Yssaiev (Gitis di Mosca), Berti Tovias e J. Messalles (Institut del Teatre di Barcellona). Nella televisione lavora ad alcune serie quali Distretto di polizia e La squadra. In teatro lavora con registi come Mario Ferrero, Domenico Polidoro, F.Brambilla, Mario Sciaccaluga, Lello Arena, Benno Besson e Luca Ronconi in Le Rane, Le Baccanti, La centaura. Nel 2007, con lo spettacolo basato sul libro-inchiesta di Elio Petri Roma ore 11, vince il Premio ETI Gli Olimpici del Teatro come “Migliore spettacolo d'innovazione”, assieme alle altre attrici e co-registe dello spettacolo Manuela Mandracchia, Alvia Reale e Sandra Toffolatti.

Patrizia Valduga
È nata nel 1953 a Castefranco Veneto. Vive a Milano. I suoi versi sono raccolti in Medicamenta (Guand, 1982), La tentazione (Crocetti, 1985), Medicamenta e altri medicamenta (Einaudi, 1989), Donna di dolori (Mondadori, 1991), Requiem (Marsilio, 1994), Cento quartine e altre storie d'amore (Einaudi, 1997), Prima antologia (Einaudi, 1998), Quartine. Seconda centuria (Einaudi, 2001), Postfazione a Ultimi versi di Giovanni Raboni (Garzanti, 2006). Ha tradotto: John Donne, Canzoni e sonetti (Studio Editoriale, l985), Stéphane Mallarmé, Poesie (Mondadori, 1991), Paul Valéry, Il Cimitero marino (Mondadori, 1995), Molière, Il Misantropo e Il Malato immaginario (Giunti, 1995), Riccardo III di Shakespeare (Einaudi, 1998), Respice et crede di Pierre Ronsard (Il Faggio, 2005); e per il teatro: Féerie di Céline, L'Avaro e Tartuffe di Molière, Gli imprevisti accanto al fuoco di Crébillon fils, La voce umana di Cocteau, Macbeth di Shakespeare, Non io, Compagnia e Monologo di Beckett. Ha fondato nel 1988 il mensile "Poesia", che ha diretto per un anno.

Emilio Zucchi
Nato nel 1963 a Parma, dove vive e lavora come redattore e critico per le pagine culturali della Gazzetta di Parma; in qualità di critico scrive anche per la prestigiosa rivista Poesia. Nel 1994 ha pubblicato la raccolta di versi Il Pane, per Campanotto Editore, mentre la silloge Il pioppo genuflesso esce nel 2001, da Diabasis, con prefazione di Mario Luzi, che del poeta sottolinea la composizione “linda, intensa, ben levigata”. La poesia di Emilio Zucchi, che pare muoversi tra essenziale concretezza e magica sospensione, nasce da uno sguardo capace di cogliere il mistero delle cose. Da qui emergono immagini condensate dai contorni sfumati, rese con la stessa lievità e lividezza degli haiku orientali. Nei suoi versi controllo stilistico e melodie, che attingono anche dal terreno popolare, si mescolano a tradizioni di differente derivazione. Hanno scritto di lui, oltre a Mario Luzi, Giovanni Giudici, Maurizio Cucchi, Alberto Bevilacqua, Giuseppe Marchetti, Lucio Mariani, Stefano Lecchini e Paolo Lagazzi.

 
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